Lucy, fantastica eroina

Lucy, fantastica eroina

Manifesto del film Lucy

Manifesto del film Lucy

Tutto comincia da una singola cellula. Questo è l’assioma della scienza moderna da cui Morgan Freeman, il professore Samuel Norman nel film Lucy, parte per illustrare le sue teorie sul possibile sviluppo delle cellule cerebrali. Sviluppo che porterebbe l’uomo a ottenere capacità al momento inimmaginabili. La conferenza di Norman fa da contraltare a ciò che si sta realmente svolgendo dall’altra parte del mondo: una giovane donna Lucy (Scarlett Johansson), per un caso fortuito, sta cominciando ad evolvere il proprio cervello secondo le regole da lui teorizzate. Di pari passo con l’evoluzione del suo cervello, Lucy acquisisce poteri enormi che utilizza per vendicarsi dei cattivi di turno, ma anche per acquisire una conoscenza illimitata, un patrimonio che alla fine decide di condividere solo con il saggio Norman.

Il regista Luc Besson, già autore cult presso il pubblico giovanile, ma poco apprezzato dalla critica per la sua tecnica da clip pubblicitario, racconta una nuova storia legata a un eroe di sesso femminile che, come lui stesso afferma, con la debolezza di genere ha ben poco a che fare. Infatti nella sua carriera da regista e sceneggiatore, i ruoli principali sono quasi sempre per donne forti, determinate, inusuali e lontanissime dagli stereotipi femminili di tutte le epoche (Nikita; Il quinto elemento; Giovanna d’Arco; Angel-A, The Lady – L’amore per la libertà).

Questo è ovviamente un film d’azione e di fantascienza perfettamente nelle corde dell’autore e, come i film di fantascienza di buona fattura si apre a interessanti riflessioni sul recente e/o prossimo futuro. Queste sono quelle annotate: Il tempo come unica unità di misura scientificamente determinante, il riferimento alle moderne teorie quantistiche che stanno rivoluzionando le tecnologie è evidente; una riproposizione delle teorie darwiniane che con nuova lettura possono affermare che l’evoluzione è anche la trasmissione di conoscenza da un organismo a quello successivo; l’esplorazione delle reali potenzialità umane per una sempre migliore qualità dell’esistenza; la conoscenza come unico baluardo al caos ed alla brutalità frequente dei sentimenti.

In buona sostanza, un film godibilissimo per un pubblico abbastanza variegato che parte da coloro che amano l’azione ben condita da colpi di scena ed effetti speciali, per giungere a chi apprezza le storie classiche alla Asimov dove non ci sono scontri tra il bene ed il male se non all’interno delle singole coscienze umane.

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