Ma Brook non spopola

Miriam Goldschmidt in scena

Miriam Goldschmidt in scena

Non basta il carisma di un’attrice come Miriam Goldschmidt a trasformare le parole in spettacolo. Delude Lo spopolatore realizzato da Peter Brook. Il regista inglese, autore di strepitose messe inscena e di un innovativo stile registico, sembra aver esaurito fantasia e creatività. La rappresentazione del testo-saggio di Samuel Beckett (al Sannazaro) non diventa drammaturgico, né scenico lo spazio. Il fatto che manchi il gigantesco cilindro descritto dall’autore conta poco, ne sarebbe comunque bastata la rievocazione nelle parole dell’attrice che legge il testo, ma purtroppo Miriam Goldschmidt non coinvolge lo spettatore. In un teatro molto illuminato, in cui non si sente la separazione tra interprete e pubblico, la protagonista non riesce a far visualizzare le scale, le nicchie, i pioli, simboli importanti nella metafora umana descritta da Beckett, né a calarlo nell’inferno dantesco da Brook evocato.La scenografia è composta da due scale a pioli, uno sgabello centrale, una scaletta rossa.

Pochi suoni di Francesco Agnello accompagnano la lettura. Testo in francese con sovratitoli.

Share