Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande

di Danila Liguori

Intimità e leggerezza. Girl power e tradizione. Un Casagrande dalle mille sfaccettature che porta in scena al Teatro Cilea di Napoli il suo ultimo spettacolo: “A tu per tre 2.0”, a partire da giovedì 10 novembre 2022. In un’intervista a Enneti – Notizie Teatrali, l’eclettico attore partenopeo ci racconta un po’ di sé.

Al via il suo nuovo lavoro teatrale. Un’opera da lei definita “agile e leggera”, ma fortemente intimista.

Una scena dello spettacolo

Esatto, il binomio leggerezza/intimità è il senso di questo spettacolo. Dopo la pandemia e la relativa chiusura dei teatri, avevo voglia di passare una serata con il pubblico. Un incontro informale se vogliamo, in cui, però, ho voluto raccontare una storia. Uno spettacolo leggero, semplice, ma ricco di spunti. Per intenderci, non un recital popolato da un’accozzaglia di cose messe a caso, ma costruito con molta attenzione. Leggero per peso, non per qualità”.

Oltre che in quella di attore, la vedremo anche nella veste di cantante?

Non direi proprio. C’è una parte cantata, ma più che altro sono affiancato da due bravissime artiste. La cantante, mia grande amica, Ania Cecilia e la pianista Claudia Vietri. Ebbene sì, sul palco sarò in netta minoranza”.

Andrà in scena il “girl power”, allora.

Assolutamente sì. Come nella mia vita privata, anche a teatro sono un assoluto fan della forza femminile”.

Una scena dello spettacolo (foto di Ornella Foglia)

E’ considerato una dei più noti e apprezzati comici napoletani. La comicità partenopea, soprattutto negli ultimi anni, è tornata alla ribalta. Tv, teatri, cinema sono sempre più popolati da artisti partenopei. Che ne pensa?

“Le dirò, mi sarebbe sembrato strano il contrario. Nel senso che la comicità napoletana è da sempre apprezzata ovunque. Insieme al mio compagno di viaggio Vincenzo Salemme, siamo stati tra i primi a porre nuovamente i riflettori sul teatro e la comicità partenopea. L’unico errore da evitare, e lo dico rivolgendomi ai miei colleghi, è quello di diventare autoreferenziali. Non dobbiamo chiuderci nel nostro ghetto, ma prendere esempio dal grande Totò. Lui sì che si faceva capire parlando all’Italia intera”.

Ha nominato il grandissimo Totò. Sente di aver in qualche modo ricevuto un’eredità dai tuoi predecessori?

Non dovrei essere io a dirlo. In ogni modo mi sento di aver messo a frutto ciò che la mia vita artistica mi ha donato. E posso dire di sentirmi molto vicino ad un attore che ho sempre stimato molto e a cui sento spesso di assomigliare: Mario Carotenuto”.

Maurizio, uno spoiler su un prossimo progetto.

In realtà è più di un progetto. Si chiama “Proscenia” ed è una piattaforma, sul genere Netflix, messa a punto da giovani con protagonista il teatro. L’idea è quella di ricreare i grandi salotti del Novecento, in cui il teatro era grande protagonista. Così gli appassionati saranno entusiasti, e magari potremmo avvicinare anche chi considera il teatro qualcosa di obsoleto. Non sapendo che, in realtà, il teatro rimane sempre qualcosa di estremamente moderno”.

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