Memorie ed emozioni

Memorie ed emozioni

Gioconda Marinelli è una nota scrittrice e giornalista. Il suo recente libro L’ospite inatteso, pubblicato per le edizioni Giovane Holden, prende spunto da un quaderno delle elementari del padre Pasquale che le viene consegnato dall’ospite inatteso dopo che era stato trovato insieme ad altre carte in un vecchio mobile. Nello sfogliare il quaderno le emozioni dell’autrice si alternano. Quei fogli ingialliti che ora ha tra le mani e sotto gli occhi diventano materia vivente e le parlano tanto da consentirle di tirar fuori dalla sua memoria i tanti ricordi. E ogni compito svolto diligentemente dal genitore Pasquale consente a Gioconda di aprire riflessioni. E lo immagina bambino, con la sua famiglia, nella sua Agnone e principalmente nella fonderia dei Marinelli dove si fondono campane da oltre mille anni. L’autrice inizia così un dialogo, un confronto e un’amicizia con l’onirico maestro Antonino. Con questo ospite inatteso iniziano a sfogliare il quaderno e leggono un esercizio di lingua: “Io mi chiamo Pasqualino Marinelli. Sono figlio di Armando Marinelli e di Gioconda Busico. Mio padre esercita l’industria delle campane. Sono nato in Agnone l’undici novembre del 1921; e perciò ho otto anni. Frequento la classe terza. Nella mia classe ho trovato parecchi compagni nuovi e molti dell’anno scorso. Io vado a scuola da un mese. La mia classe è formata da quaranta alunni. Agnone, 18 ottobre 1929”.

E poi ancora le varie descrizioni presenti sul quaderno di Pasqualino “sulle emozioni, i dolori, le piccole gioie, la vita familiare, il passaggio delle stagioni, il tepore della primavera, le piogge autunnali, il freddo a dell’inverno…” sono le occasioni per l’autrice di aprire finestre di riflessioni dove si manifestano forti sentimenti. Mette a nudo la bellezza e, allo stesso tempo, l’asprezza della vita condotta da secoli nella sua terra di origine: il Molise, quello “isolato, aspro, chiuso tra secolare miseria e fissità. Una terra cristallizzata certo non per sempre, ma dimenticata e quasi sempre sconosciuta, sì”. Quel Molise, però fatto anche di antiche tradizioni artigianali dove la cittadina di Agnone eccelle nella produzione di campane con la fonderia Pontificia Marinelli, la quale ha scritto gloriose pagine di storia con la fusione del bronzo e continua a farlo, ancora oggi. In maniera eccellente. È stata la stessa Gioconda a scrivere, negli anni passati, le vicende della millenaria fonderia di famiglia.

Nel libro la narrazione è un intreccio di storie e tutto diventa occasione di riflessione, di ripiegamento, di analisi sull’esistenza stessa caratterizzata, in modo particolare, dalla fragilità umana.

Scrive Giuseppe Pontiggia sui libri: non sono tanti quelli “che meritano di essere letti fino in fondo… Quello che conta di un libro è che diventi esperienza; e l’esperienza non si misura secondo la quantità ma l’intensità”. E l’intensita nel lavoro di Gioconda Marinelli ve ne è tanta per cui questo romanzo breve merita di essere letto.

Giuseppe D’Onorio

 

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