Migrante: neanche al cimitero

Migrante: neanche al cimitero

Una storia di migranti arriva dalla Sicilia, con la compagnia Sutta scupa, che sabato 14 e domenica 15 dicembre 2019 porterà al Teatro Tram di Napoli lo spettacolo “Miracolo”. Due fratelli (becchini precari) hanno il compito di seppellire un migrante, ma il cimitero della città è stracolmo. Una storia tragicomica in cui i due provano, senza riuscirci, a sbarazzarsi del corpo del defunto.

“Miracolo” prende spunto dalle ondate migratorie che attraversano il Mediterraneo, per investigare la progressiva disumanizzazione della nostra società. Da ciò nasce l’urgenza di analizzare questo processo di trasformazione mettendolo in relazione col concetto di santità. “Questo dialogo/conflitto è dunque il fulcro dello spettacolo: – spiega l’autore – santo vs umano; umano vs bestia; luce vs buio. San Lorenzo scrive: “Mea nox obscurum non habet, sed omnia in luce clarescunt (La mia notte non conosce tenebre, tutto risplende di luce)”; sentiamo l’esigenza di aggiungere un umile punto interrogativo al pensiero del martire”.

Un testo dissacrante eppure sempre brillante, con un dialogo serrato tra i due fratelli Bernardo e Antonio (interpretati da Gabriele Cicirello e Paolo Di Piazza, sul palco insieme a Dorinne Raboude) sul destino di quella bara, tra improbabili soluzioni ed elementi poetici. Tra urla, disperazione, atmosfere beckettiane, tragico umorismo sul significato ultimo della morte, la pièce ripercorre le tracce dell’esistenza umana dal suo inizio alla sua fine.

 

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