“Mondocane” e Taranto futura

“Mondocane” e Taranto futura

In un futuro a pochi anni dal nostro, ma in cui un crocifisso è già un oggetto incomprensibile, Taranto è una città distrutta dagli effetti dell’acciaieria, che prova a coprire le sue difficoltà e i suoi problemi strutturali dividendo Taranto vecchia, in cui tutto è allo sbando, da Taranto nuova, luogo utopico e ipocrita.

Due ragazzini, Pietro e Christian (Dennis Protopapa e Giuliano Soprano), orfani allevati da un anziano sfruttatore, sognano di legarsi alle Formiche, una banda di ragazzi privi di ogni regola guidata dal temibile Testacalda (Alessandro Borghi). Realizzeranno il loro sogno, ma allora scopriranno una realtà diversa dalle loro aspettative e nascerà tra loro un’intensa rivalità anche legata alla figura di Sabrina (Ludovica Nasti), una ragazzina orfana come loro e che come loro sogna una vita altrove, lontana da Taranto.

Come si vede dalla trama, l’opera prima di Alessandro Celli, “Mondocane”, è un esordio inconsueto per la nostra filmografia, poco abituata a incursioni tanto decise nel cinema di genere. Dietro questa pellicola c’è ancora una volta lo zampino di Matteo Rovere e della sua “Groenlandia”, casa di produzione giovanissima ma che ha già messo in chiaro il suo desiderio di portare nuovamente alla ribalta in Italia generi da molto ignorati.

Il manifesto del film

“Mondocane” si inserisce perfettamente in questo discorso, con la sua forte vena immaginativa e la sua audacia narrativa. Celli e il suo cosceneggiatore Antonio Leotti raccontano una Taranto futura, non sentendo quasi mai l’esigenza di spiegare il mondo che descrivono, ma concentrandosi principalmente sullo sviluppo dei personaggi e della storia; nonostante questo però, il ritmo della narrazione è incostante. A raccontare la città del futuro in cui il film è ambientato ci pensano di più le scenografie e gli oggetti di scena, molto curati entrambi. Anche la fotografia di Maio e la regia di Celli sono molto buone, come anche la recitazione dei giovani interpreti, con la punta di diamante in Borghi, che sfoggia per la pellicola un look molto diverso dal solito.

L’opera, pesantemente ispirata tra le altre cose dagli straordinari fumetti di Gipi, è quindi una buona commistione di un futuro possibile e uno più smaccatamente fantastico, e segna un esordio che carica di aspettative le pellicole a venire di Alessandro Celli.

“Mondocane” è stato presentato in concorso alla Settimanza internazionale della critica del Festival di Venezia 2021 ed è stato distribuito nelle sale il 3 settembre.

 

                                                                                                                              Angelo Matteo

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