Moretti, autore, interprete e regista

Moretti, autore, interprete e regista

Dopo aver resistito, come da lui stesso raccontato, alle lusinghe e alle offerte di Netflix e Amazon e dopo aver presentato l’opera in concorso al festival di Cannes, Nanni Moretti ha finalmente visto debuttare al cinema la sua ultima fatica, “Tre piani”, tratta dal romanzo omonimo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo.

Per la prima volta alle prese con un soggetto non suo, Moretti prende l’opera di Nevo e la modifica per i suoi fini. Innanzitutto sposta l’ambientazione da Tel Aviv a Roma. In secondo luogo abbandona la natura episodica del libro, diviso rigidamente in tre narrazioni diverse che si intrecciano in alcuni punti ma che sono di base autonome e distinte, e invece crea un’opera unitaria che accavalla e mescola le tre storie del testo, creando una divisione a livello temporale. Dunque al primo piano del condominio romano principale teatro delle vicende vivono Lucio (Riccardo Scamarcio) e Sara (Elena Lietti), due affermati professionisti, genitori della piccola Francesca, che spesso e volentieri lasciano agli anziani vicini, interpretati da Paolo Graziosi e Anna Bonaiuto.

Al secondo, Monica (Alba Rohrwacher), madre di Beatrice, che viene lasciata così spesso da sola dal marito (Adriano Giannini) da essere chiamata dai genitori delle amiche della figlia “la vedova”. All’ultimo piano vivono invece Dora (Margherita Buy) e Vittorio (Nanni Moretti), giudici di professione e severi genitori dello scapestrato Andrea (Alessandro Sperduti).

Un cast quindi ricchissimo per storie piene di pathos e sofferenza, addirittura incentrate principalmente sulla sofferenza. Nel prologo, nel dipanarsi delle prime scene, il film scorre lentamente, non trovando da subito il suo ritmo. Quando però i cambiamenti apportati alla storia originale da parte di Moretti e le sue cosceneggiatrici Valia Santella e Federica Pontremoli aumentano, la sensibilità dell’autore comincia a risaltare con più naturalezza, a non sembrare un corpo estraneo.

Il manifesto del film

Risalta tra gli aspetti positivi del film una colonna sonora veramente bella, e soprattutto importante nella resa emotiva del film, come spesso nel cinema di Moretti. Nel suo percorso, però, quest’opera sembra di transizione, di passaggio a una diversa fase artistica. Nella ricerca dell’ordine in tante storie diverse, anche nell’ambizione di riuscire in un’impresa del genere, il regista sembra a volte perdersi, mettendo in luce quello che è forse il punto debole di quest’opera, e cioè la scrittura. Allo stesso tempo, però, nell’epilogo la pellicola diventa molto emozionante, anche grazie alle interpretazioni di attori molto ispirati, tra cui spicca senz’altro la bravissima Margherita Buy, vero e proprio sole del terzo atto del film.

In conclusione un film da vedere, non pienamente riuscito, ma segnale della vitalità della firma autoriale di Nanni Moretti, che ha ancora molto da dare al cinema italiano. Merita d’essere visto al cinema, come voluto dal suo autore.

 

                                                                                                                                  Angelo Matteo

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