“Napule 70”, così i Chille de la balanza

“Napule 70”, così i Chille de la balanza

Ritorna a Napoli al Teatro Galleria Toledo da venerdì 8 a domenica 10 ottobre 2021 uno spettacolo già di culto: “Napule ‘70” dei Chille de la balanza, storica compagnia napoletan-fiorentina del teatro di ricerca italiana, diretta da Claudio Ascoli. Lo spettacolo debuttò al Campania Teatro Festival Italia nel luglio 2020”Una messinscena che, dopo il debutto ha dato vita a un libro dall’omonimo titolo, a cura di Matteo Brighenti e dello stesso Ascoli, e a un docufilm “Riflettendo Napule ’70”, firmato da Marco T,riarico.

Sul lavoro, Brighenti precisa: “Gli anni ’70 e i suoi 70 anni. È molto più di una semplice inversione di parole. Per Claudio Ascoli Napule ’70 racchiude il tempo di una vita, pensata e vissuta a teatro come atto di ribellione, di rovesciamento, di rivoluzione dell’ordine costituito. Personale, perché collettivo. E viceversa”.

“NAPULE 70” in scena Claudio Ascoli (foto Paolo Lauri)

Lo spettacolo: settembre 1973, a Napoli il colera. Sono le cozze, ’e còzzeche ad essere incolpate. Negli stessi giorni una giovane compagnia sta risistemando a Port’Alba uno scantinato che di lì a pochi giorni diventerà il “Teatro, Comunque.:”, “sì… con la virgola e il punto, come a sottolinearne la necessità!”.

La compagnia si chiamava e si chiama Chille de la balanza. La fonda e la guida Ascoli, ultimo rampollo di una famiglia di teatranti napoletani. Sono i magici anni ’70 di Napoli che si chiudono il 23 novembre 1980: il terremoto. I Chille trovano casa in Toscana nel 1985 e dal 1998 a San Salvi, l’ex-manicomio di Firenze, dove inventano una Residenza teatrale con ad oggi oltre 600.000 presenze.
E arriviamo al 2020: nasce Napule ’70, uno spettacolo di e con Claudio Ascoli e con Sissi Abbondanza che parte proprio dagli anni ’70 a Napoli, un emozionante-divertente incontro tra corpi di allora e di adesso: “Le cose più belle non sono quelle che hanno senso, ma quelle che hanno sensi, che ti prendono il corpo, nella totalità”.
E la domanda è: “ora che fare, dopo il lockdown, nell’imperante distanziamento non solo fisico ma sociale che ci spinge a scegliere tra Vita e Sopravvivenza?…”

 

 

 

 

 

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