Nello Daniele

Classe ed energia – questi i requisiti del concertone di Nello Daniele e amici al teatro Bolivar. Musicista, autore, chitarrista, interprete, l’artista è ormai all’attenzione della critica per bravura e per il discorso di qualità che persegue da sempre. Gli si farebbe torto a considerarlo “fratello d’arte”, del Pino nazionale, perché Nello ha una sua cifra stilistica, tra pop e jazz, tra sound mediterraneo e melodia partenopea, assolutamente sua.

All’attivo diversi album, da “Si potrebbe amare” a “Dimmi che è vero” fino al nuovo, più maturo, “Aspettando ‘o soul”. Si è messo in luce al “Premio Ciampi”, al “Premio Carosone”, al “Recanati”, al “Dario Fo” collaborando al cd del Premio Nobel.


Nello Daniele

Al nuovo album hanno collaborato Enzo Gragnaniello, James Senese, Francesco Baccini, Gianni Donzelli (Audio 2). Un concerto coinvolgente, dal sound latino e dalla ritmica trascinante quello del Bolivar nel quale il cantautore ha fatto buon gioco di squadra con valenti musicisti: Oscar Bauer, chitarre, Francesco Maiorino, basso, Carmine De Rosa, batteria, Paky Palmieri, percussioni. Alle tastiere il maestro Lino Pariota, che ha regalato lunghi e appassionati assolo spaziando dal jazz (“Aspettando ‘o soul”) al pop più raffinato (“Canzone dell’amore perduto”, “Don Raffaè”), passando per il funk e le tammorriate, con un unico filo conduttore: una gran passione e una rilettura di classici con arrangiamenti moderni. Pariota, già al fianco di Toni Esposito e impegnato in diversi progetti discografici, conferisce un tocco di classe alla narrazione musicale.

E belle sono le canzoni più famose di Nello: “Che ne sai”, “Sogno americano”, “Dimmi che è vero”, “Il mare che sento”, “Noi grandi”, fino alle attuali canzoni scritte in dialetto, da lui cesellate con grande interpretazione. E i classici “neomelodici” come “Guapparia” sono riletti in chiave jazzistica dall’ensemble al quale si uniscono noti artisti, così come “Na canzuncella”, omaggio a Carosone. Un incanto il sax di Marco Zurzolo su “Guapparia”, così come fortissimo è il rap dei pomiglianesi Alfa Gang.

Nello lascia spazio a Carlo Faiello, con il quale ha condiviso il tour di “Creuza de ma”, perla di Faber che approda dal porto di Genova a quello di Napoli. E sul palco c’è ancora spazio per altri amici, come Luigi Libra che canta “’O vient’”, alla chitarra Andrea Palazzo; Juan Carlos Alberto Zamora, Loredana Daniele, giovane cantautrice, nipote di Nello che ha voluto lasciare spazio ai giovani. Tra una citazione di classici e tammorriate, Celentano e De Andrè, armonie blues e ritmi sudamericani, brani originali e cover riarrangiate alla perfezione, Daniele incanta il pubblico e mostra come la buona musica segua un solo leit motiv: la qualità.

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