Nest: un impegno lungo dieci anni

Nest: un impegno lungo dieci anni

Uno spettacolo di successo e una mostra per festeggiare dieci anni di attività. Il Collettivo NEST, fondatore dell’omonimoo spazio di San Giovanni a Teduccio a Napoli, ha continuato, senza soste né pause, a lavorare sul territorio diffondendo cultura e impegno sociale.

Eccezionalmente, perciò il 13, 14 e 15 dicembre 2019 la compagnia ripropone Love bombing, uno spettacolo purtroppo ancora di cocente attualità, che parla di guerra, di paura, di terrorismo, di razzismo. “Il pretesto è la minaccia dello stato islamico – spiega l’autore – per indagare sulla degenerazione umana. Utilizzando il teatro come luogo di ragionamento e approfondimento, il testo affronta un tema che tocca chiunque: la perdita dell’umanità”.

Scritto e diretto da Giuseppe Miale di Mauro, vede in scena Gennaro Di Colandrea / L’Ergastolano, Giuseppe Gaudino / Il Falco, Stefano Jotti/ L’Avvocato, Adriano Pantaleo / ‘O Guaglione, Giovanni Serratore / Il Mujahideen, Andrea Vellotti / Il Pediatra. Light Designer / Luigi Biondi e Giuseppe Di Lorenzo. Scenografia / Carmine Guarino. Realizzazione scene/ Dino Balzano. Costumi / Giovanna Napolitano. Grafica e foto di scena / Carmine Luino.

LA STORIA

Fuori, i Mujaheddin che portano a compimento il genocidio, dopo aver decapitato il Papa e portato il mondo occidentale alla sua fine. Dentro un bunker, cinque uomini nascosti nel disperato tentativo di sopravvivenza. Un microcosmo in cui resiste il senso di appartenenza, di fratellanza, quel briciolo di civiltà che l’attacco islamico sembra aver sepolto insieme a tutte le teste tagliate, finché uno del gruppo riesce a catturare un Mujaheddin e decide di portarlo all’interno del bunker per torturarlo e vendicarsi. È questo l’episodio che scatenerà un conflitto tra i cinque personaggi e li costringerà a dover scegliere tra quello che erano e quello che sono diventati.

Negli spazi del teatro, inoltre, è stata allestita la mostra 10NEST – dieci anni di compagnia. Un percorso visivo e tattile fatto di scatti e oggetti di scena che testimoniano, anno dopo anno, tutti gli spettacoli prodotti e messi in scena dalla Compagnia di Napoli Est Teatro. “Ciò che ha spinto e spinge ancora il collettivo – spiegano i fondatori – è un semplice ma fondamentale obiettivo: avere coscienza. Sulle cose, su ciò che ci circonda, sull’esistere. Avere coscienza per riuscire a rappresentare ciò che accade, mescolando la verosimiglianza della cronaca con l’onirico del teatro. Portare sul palco ciò che accade intorno, trasmutato dalla propria interiorità, dalla propria estetica, dall’utilizzo di tecniche e saperi, perché dall’ego si passi all’oggettivo. Al fruibile universale. Perché si crei la relazione giusta con lo sguardo del pubblico. Per riconoscersi e riflettere su ciò che esiste. Perché in questo territorio, in questa città, in questo paese, nel mondo, c’è gente che passa una vita a non avere coscienza delle cose. Dieci anni nel tentativo di irrobustire la propria poetica e scandagliare a fondo l’autocoscienza”.

 

Foto di Carmine Luino

 

 

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