Omaggio ai classici napoletani

Omaggio ai classici napoletani

Peppe Servillo

Peppe Servillo

Rimarrà una perla delle feste natalizie “Spassiunatamente”, l’omaggio ai classici della canzone napoletana di Peppe Servillo e Solis String Quartet, in concerto al teatro Diana di Napoli. I Solis String Quartet sono il celebre quartetto di virtuosi solisti formato da Vincenzo Di Donna, violino, Luigi De Maio, violino, Gerardo Morrone, viola e Antonio Di Francia, violoncello. La loro straordinaria capacità di unire i linguaggi di jazz, world music, pop, musica contemporanea e naturalmente classica consentono all’ensemble di accompagnare artisti del calibro di Noah, Pat Methney, Jovanotti, Zucchero, Gianna Nannini, Ivano Fossati, Daniele Silvestri, Edoardo Bennato e altri.  Con il compositore e musicista Peppe Servillo, storica voce degli Avion Travel,  hanno pubblicato l’album “Spassiunatamente”, quattordici brani della tradizione napoletana riarrangiati con stile ed eleganza. Ed elegante, teatrale, ricco di pathos e insieme ironica leggerezza è la rilettura di classici di Viviani, Libero Bovio,  E. A. Mario, Carosone con i quali il talentuoso artista dimostra quanto siano vivi i classici, ancora capaci di  commuovere/stupire/divertire. Grandi poeti e maestri hanno scritto “Munasterio ‘e Santa Chiara”, “Uocchie c’arraggiunate”, “Nustalgia”, “Te voglio bene assaje”, un unico coro del pubblico, “Napulitanata”, “Occhi perduti”, “Scetate”, “‘E fuglietielle”, “‘O  guappo ‘nnammurato”, “Dicitincello vuje”. Due omaggi a maestri della canzone, all’americano napoletano che seppe far ridere ed emozionare con le sue canzoni, con “Maruzzella” e il ricordo vivo del grande Sergio Bruni, con la sua inarrivabile interpretazione di “Che t’aggia di’”. Qualche brano strumentale dimostra ancora e ancora la bravura del quartetto d’archi che cesella Piazzolla e il suo tango, che reinventa celeberrime melodie cogliendone il respiro moderno. La divertente, “Esta’ (nun voglio fa niente)” di Bovio/Valente è interpretata dall’attore Servillo con gusto e ironia, per poi coinvolgere il pubblico con “l’inno di corale allegria e solitudine” “Dove sta Zaza’”, “Malinconico autunno”,  “‘O festino”, cavallo di battaglia di Mario Merola, l’omaggio all’Amalia Rodriguez della canzone napoletana, l’indimenticata Giulietta Sacco. Il pubblico del Diana non andrebbe mai via ma le cose preziose devono lasciare sempre un po’ di desiderio.

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