Omaggio alla classe operaia

Una scena

Una scena

E’ un “omaggio alla classe operaia, un testo che ho voluto mettere in scena per scommessa. E i risultati ci hanno dato ragione”. Così Carlo Cerciello spiega la scelta di La madre di Bertolt Brecht (già tratto da Gor’kij), lo spettacolo che ritorna alla Sala Assoli di Napoli, dall’8 al 13 aprile, dopo molte repliche, successi e premi . Un testo politico che porta in scena la rivoluzione dei lavoratori sfruttati, mal pagati, calpestati. Una linea consueta al regista e alla compagnia dell’Elicantropo di Napoli, fatta di denunce, di “resistenza”, d’impegno.

Un personaggio nuovo per Imma Villa che impersona Pelagia Vlassova, la madre dell’operaio Pavel  che prima tenta di proteggerlo in ogni modo, ma poi a poco a poco, educata lei dal figlio, diventa la rappresentante del movimento clandestino che lotta contro i soprusi. “Ho miscelato i miei personaggi precedenti – precisa l’attrice, vincitrice del Premio dell’Associazione nazionale Critici – per entrare nei panni di una donna che inizia a 42 anni a giunge ai sessanta. Un percorso lungo, che inizialmente mi spaventava sia artisticamente che per la preparazione fisica, ma che poi, invece, mi ha dato molte soddisfazioni. Grazie alla fiducia del regista e al lavoro che ho fatto su di me, sono riuscita a diventare Pelagia Vlassova. Ma, poiché questa è un’opera corale, in cui altre figure femminili rappresentano un po’ la protagonista, tengo a dire che tutti abbiamo lavorato a rendere appieno la Madre”.

Un testo che potrebbe sembrare datato, data la nostra contemporaneità. “In realtà il pubblico guarda con i propri occhi e si commuove, anche se paradossalmente comprende che questa è un’opera da archeologia. Nel 2014 si sta perdendo la consapevolezza dei diritti, c’è la disoccupazione, siamo in balìa di un nemico invisibile, che si nasconde dietro l’alta finanza e decide il destino di tutti”. Il Premio Museo Cervi Teatro per la Memoria 2013, il Premio Antonio Landieri 2013 hanno gratificato lo spettacolo, che funziona e convince. “Perché è un progetto condiviso da tutti noi, – dicono – perché raccontiamo insieme un’ideologia”. Nella patria di Brecht, unici italiani in cartellone, hanno raccolto successo e ammirazione. “E’ stato incredibile, – dice Imma Villa, interprete di tanti e differenti ruoli di donne, semplici e di potere, italiane e non, classiche e contemporanee  – noi recitavamo in italiano e venivano proiettati i sovratitoli in tedesco. Gli spettatori hanno perfino riso all’ironia”.

 

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