Parole sulla pagina come colori

Ci piace aggiungere, piuttosto che sottrarre come fa lui: un talento. Giornalista, autore teatrale e musicale, Antonio Mocciola, in questo suo secondo libro, La sottrazione, svela una interessante capacità di narrazione.

 

 


La sottrazione

 

Affronta diversi temi, si spinge oltre, va avanti, torna su. E’ dolce o aggressivo, veritiero o sognatore. A volte intimista a volta semplice osservatore, attraverso i sentimenti e gli stati d’animo, coinvolge nelle minime storie dei suoi uomini e delle sue donne, di madri e di figli, con freddezza o con partecipazione, ma da tutti pare prendere le distanze.

Ventidue racconti compiuti. Il fuoco è un elemento che ricorre, come ilgas: per porre fine (o forse ricostruire) universi e vite andate a male.

Una scrittura secca, asciutta e immediata che descrive e lascia immaginare. Non usa parole superflue, entra nella storia, narra ed esce, lasciando al lettore una  conclusione, la sua, alla quale però se ne potrebbe sostituire un’altra, completamente differente.

Alcuni sembrano dipinti (Le nuove rive), creati con pennellate decise, che evocano nell’osservatore emozioni e ricordi personali.

Chi non ha mai avuto una perdita? A chi non è mai stato sottratto qualcosa? E’ a queste persone forse che l’autore dedica le sue storie. Certamente a quelli  che “mi hanno sottrato qualcosa”.

Un sostrato di tristezza e dolore, di  poetica razionalità accompagna tutte le pagine.

 

Antonio Mocciola – La sottrazione – Edizioni Montag – Euro 10

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