Premio a Vittorio Lucariello

Premio a Vittorio Lucariello

Nel suo trentennale, la Sala Assoli di Napoli rende omaggio a uno dei principali rappresentanti dell’avanguardia e della ricerca teatrale nazionale, che a Napoli ha fondato il Teatro Spazio Libero, che compie quarant’anni di attività. Vittorio Lucariello al quale sarà consegnato il Premio alla carriera.

Nello spazio di Montecalvario va in scena sabato 28 e domenica 29 novembre Sepolte vive, suo progetto e regia, con Laura Ottieri, Vera Volante, Amedeo Ambrosini. Danzatrici Ambra Marcozzi, Rosaria Clelia Niola, Francesca Altavilla. Luci e suoni Renato Pagano. Costumi Iris Marsico, Fabiana Tosca, Angela Raimondi. Un testo che contribuisce alla lotta contro la violenza sulle donne.

Due protagoniste rappresentano tre episodi epici per lasciar percepire una visione del mondo, dove l’esistenza umana non trova soluzione per alcun miglioramento reale. Il regista partenopeo non si ferma qui e affronta attraverso il personaggio maschile del fine dicitore i problemi della società di ieri e di oggi e del potere che il calcio acquista sempre di più, inteso come metafora che accomuna presente e passato.

Domenica 29 novembre (ore 18:30) prima della rappresentazione a Vittorio Lucariello verrà conferito, il Premio alla Carriera per i 40 anni di attività del Teatro Spazio Libero di Napoli, luogo inteso come un’esperienza artistica in cui il teatro si fonde con la fotografia, il cinema e la critica. Il piccolo teatro di sperimentazione, di via del Parco Margherita di Napoli, ha ospitato artisti che oggi sono riconosciuti a livello internazionale, tra i quali Mario Martone, Toni Servillo, Gennaro Vitiello, Bruno Roberti e tanti altri che negli anni ’70 erano giovani artisti emergenti.

 

 

 

Vittorio Lucariello

Vittorio Lucariello

Lucariello, inaugurò la struttura con “Lucky Strike”, omaggio a Andy Wharol. Esiste ancora l’avanguardia?

“Parlare di avanguardia non ha senso. Esistono solo quelle storiche, oggi si fa un altro lavoro, e bisogna avere un occhio attento alle esigenze e alle creazioni dei più giovani, magari creando un collegamento con quello degli Anni Ottanta”.

Nella sala di Parco Margherita, Lucariello ha organizzato laboratori tenuti da lui, poetici, curati da Enrico Fagnano, e una rassegna che vede l’incontro tra Oriente e Occidente, denominata “Avanguardia e giardini Zen”. Trenta giorni dedicati a Est e Ovest, alla geografia fisica umana e psicologica, alla pace dell’attuale avanguardia tesa a ricercare nuovi modelli di coesistenzapositivatra passato e futuro.

Perché un giardino Zen?

“Questo. oppure un alto ponte per veder confluire più corsi d’acqua in un sol fiume, come potrebbero procedere insieme tecnologia e spirito, per accedere a una nuova meditazione, che miri al progresso di tutti”.

Che cosa tratta “Cenerentola & Geisha”, il precedente suo spettacolo?

“Il progetto che vede in scena Federica Carpino, Massimo Ucchiello, Fabiana Spinosa, Valentina Zampa, Raffaella Ruggierov, è una favola che porterà lo spettatore nel subconscio, una nuova Disneyland, un nuovo non luogo, come quelli descritti dall’etnologo-antropologo francese Marc Auge”̀

Come rende il mondo fantastico, di cui l’uomo ha sempre e comunque bisogno?

“Tutto crolla, tutto sembra poter essere dimenticato nel nostro tempo, ma il mondo fiabesco resiste, progredisce, invade per giunta nuovi mondi tecnologici e spettacolari. In questa operazione, al mondo incantato d’Italia, dove c’è Gian Battista Basile e il Boccaccio, vengono affiancate le belle e seducenti “Memorie di una Geisha”.

Lei ha fatto dell’attenzione a quel che succede nel presente, immaginando il futuro, la sua politica artistica e di ricerca. Come andrà?

“Ieri come oggi l’innovazione dei tempi, le invenzioni politiche, i nuovi interrogativi, avvengono grazie ai nuovi mezzi di comunicazione di massa, che producono mutamenti nel mondo delle cose, dell’arte. Di tutto l’uomo può privarsi, ma di sicuro il motore della ricerca culturale è una stella polare per orientarsi, affinché non ci si incammini lungo la strada che conduce alla fine del mondo”.

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