Pulcinella, simbolo di riscatto

Un momento dello spettacolo

Al centro, il padre di rigida impostazione che vuole concedere la giovanissima figlia al vecchio benestante  (evento ricorrente nella drammaturgia del tempo) e poi l’esile innamorato dall’allusivo nome Frongillo, l’avvocato Tartaglia, un Pescebannera d’ispirazione guappesca, Pantalea che arriva a tempo a movimentare il finale,  e altri soggetti di contorno; ciascuno, a suo modo protagonista, interviene a dare concretezza all’ampio affresco dal respiro corale.

E’ la scena che accoglie il pubblico nella messinscena di ‘O Paparascianno da Antonio Petito nella drammaturgia e regia di Laura Angiulli, in scena al teatro Galleria Toledo di Napoli.

“E’ tuttavia determinante, nel complesso dei personaggi, – spiega la regista – la figura di Pulcinella, maschera mutante rivestita di tratti riconducibili allo status borghese- che,  incontrastato deus ex machina al servizio della brillante soluzione della vicenda, attraversa l’intera pièce condizionandone il racconto; e, anch’essa generosa nel vigore di una concretezza che guarda dritto al traguardo, Gesomina, la di lui innamorata, si fa impeccabile partner nella conduzione dell’intrigo. Così, come sempre, può trionfare l’amore nel diritto dei giovani e dei meno giovani, per un finale naturalmente felice”.

Un ritorno al teatro di tradizione pur se con l’ottica attuale, per far rivivere un repertorio che dovrebbe essere stabile nella città di Napoli, unica a non avere una “casa” per la sua ricca produzione.

Il recupero di una grande mancanza” per Mariano Rigillo che, dice: “non ho mai trovato un maestro sulla mia strada per imparare a interpretare la nostra maschera. Ho messo passione, immaginazione, ho condotto un’indagine culturale per entrare nei panni di Pulcinella. Simbolo anche della borghesia, dalle grandi potenzialità rivoluzionarie”. Una sorta di novello Masaniello, dunque, che possa guidare un riscatto della città. “Oggi mi sembra necessaria una presa di coscienza culturale, capire chi siamo, chi siamo stati, chi potremo essere”.

Messinscena originale, dunque, quella dell’Angiulli che, come sempre, sceglie una scenografia “essenziale” composta da un’installazione, curata da Rosario Squillace, due pedane per richiamare il luogo scenico. Con Rigillo/Pulcinella, sono in scena Cicci Rossini, Tonino Taiuti, Agostino Chiummariello, Michele Danubio, Alessandra D’Elia, Angela d e Matteo, Francesca lorio, Toni Fornari, Roberto Giordano, Marcello Romolo. Le musiche originali sono di Rino Alfieri.

Lo spettacolo, coprodotto con il Napoli Teatro Festival Italia, apre la stagione di Galleria Toledo e resta in scena fino al 7 ottobre.

Share