Quando Cristina scomparve

Quando Cristina scomparve

PER LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Non si tratta di teatro di cronaca (volendo dare un’etichetta), ma che parla di cronaca. Giacomo Garaffoni, vincitore della Biennale College Teatro (2021-2022) – Autori under 40, per la sua prima regia teatrale ricostruisce la storia della cesenate Cristina Golinucci, a 30 anni dalla scomparsa. Voglio soltanto le ossa convoca la comunità cittadina, in corrispondenza della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, per un atto di coinvolgimento quasi fisico in questa oscura vicenda, come una tragedia contemporanea. Una produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale in prima assoluta al Teatro Bonci di Cesena dal 25 al 27 novembre 2022, con Livia Rossi e Alice Torriani.

Cosa rimane oggi di Cristina? Quali domande ci pone, la sua assenza? Il primo settembre 1992, fuori dal Convento dei Frati Cappuccini di Cesena, Cristina Golinucci scompare senza lasciare traccia. Il giorno in cui ha smesso di essere sé stessa, è diventata un per sempre. Una foto in tutte le stazioni d’Italia, gli stessi occhiali, lo stesso cardigan, la stessa spilla, lo stesso sorriso per sempre. Un paesaggio emotivo che comincia dove una storia è finita, per diventare memoria, immagine e testimonianza del solo accadimento di mancare.

Giacomo Garaffoni (ph © Francesco Girardi di Studio Kiwi)

In un percorso di ricerca lungo tre anni, il regista e autore cesenate ha conosciuto la famiglia della ragazza, ha letto i diari e le lettere, condotto un’accurata analisi degli atti d’indagine e organizza ora un attacco al museo della memoria, confrontandosi con la rimozione di un femminile assalito e infranto. In un vortice spietato, mette in scena l’incontro, delicato ed emotivo, tra due donne che non hanno potuto dirsi addio. In difesa della fragile tenerezza che c’è nel gesto di ricordare.

«Cristina è scomparsa nel nulla il primo settembre 1992, – scrive il regista – nel suo diario c’era la vita di una ragazza di 21 anni, e c’era un foglietto con scritto: “Mi troverete perché mi cercherete con tutto il cuore” Geremia 29:13. Che forma assume la vita di chi rimane a fissare quel vuoto? Ogni volta che mi chiedono come mai ho scritto uno spettacolo su Cristina rispondo una mezza verità, probabilmente perché l’altra mezza non la so nemmeno io. Ma di sicuro, in vita mia, non ho mai visto un amore così privo di argini e di condizioni. Da trent’anni Marisa Degli Angeli, la mamma di Cristina, disobbedisce al nulla. Non sono un eroe, non sono un investigatore e non ho nessuna verità con me. Ho sempre voluto che questo spettacolo fosse un canto, un requiem, il suono che si sente intorno al buco enorme e senza destino che rimane quando sparisce una cosa molto piccola: un essere umano».

Uno spettacolo scelto in occasione  della Giornata internazionale contro la violenza di genere.

Share