Quando la guerra “fredda” è in famiglia

Quando la guerra “fredda” è in famiglia

Il fronte interno”, titolo del film scritto e diretto dal napoletano Luigi Acampa, è quello di una guerra “fredda” instauratasi all’interno delle mura domestiche di una piccola comunità italiana affacciata sul mare, che ospita una base militare da cui potrebbero partire armi, veicoli e uomini per la lotta al terrorismo internazionale.

Il fantasma dell’Isis e degli eterni conflitti mediorientali (la storia è ambientata nel 2015 e viene citato l’Iraq) aleggia sulle teste dei protagonisti nelle lunghe riprese col drone dall’alto, in volo tra nuvole e alberi di una natura silente che sembra quasi voglia rinunciare a essere complice della Storia. Luigi Iacuzio, Betti Pedrazzi (la baronessa del piano di sopra in “È stata la mano di Dio” di Sorrentino), Autilia Ranieri, Nello Mascia (visto di recente anche in “Esterno Notte – parte seconda” di Bellocchio al cinema) e Antonello Cossia sono gli attori di questa pellicola, che si è aggiudicata il Federico Fellini Award al Tiburon International FIlm Festival in California, premio dedicato ai cineasti esordienti internazionali.

Liberamente ispirata al romanzo “Santa Mira, fatti e curiosità dal fronte interno” di Gabriele Frasca, quest’opera è stata prodotta con il contributo della Regione Campania e della sua Film Commission, nonché presentata a Napoli a fine maggio scorso nella sala del Cinema Vittoria al Vomero. Il lungometraggio racconta i fragili equilibri di una famiglia che vive in questa remota località da cui decollano i jet italiani: c’è Gaudì, introverso e taciturno conduttore di cani nei boschi e poi Dalia, ossessionata dalla guerra e preoccupata per le condizioni del padre anziano e instabile; vediamo Damiano che ha dedicato la vita alla passione politica e a tante battaglie puntualmente perse, e Santa Mira che vive con distanza la partecipazione a un conflitto foriero di dubbi e paure.

La locandina del film

“Il fronte interno” oscilla tra l’evoluzione di contrasti familiari mai risolti e un conflitto internazionale che vibra di luce nei cieli. “C’è sempre – spiega Acampa nelle note di regia – una guerra da qualche parte che puntualmente nasce per tensioni divergenti e subdoli motivi, alimentati da una totale indifferenza. Come in ogni relazione sociale, quando ormai tutto è compromesso,  non si può più tornare indietro. Volevo creare un luogo immaginario e ovattato che rappresentasse un intero Paese perso nelle sue lotte interiori”.

 

 

 

Share