Quel demone che è in noi

Approda a Napoli nella sua sede elettiva, il teatro Diana, il nuovo spettacolo di Vincenzo Salemme, Il diavolo custode. Un successo strabiliante in tutta Italia per il nuovo testo dell’attore/regista sempre più vulcanico,

Una scena

Una scena

intenzionato a far riflettere sulle nostre corse, sull’alibi che non c’è tempo, sulla paura di vivere che ci fa incolpare sempre qualcun altro per non aver realizzato i sogni. Dopo cinque anni di psicoanalisi Salemme si interroga sul senso dell’esistenza, sull’uomo che non è più al centro della riflessione, fagocitato dalla tecnocrazia, dai poteri forti, dalla modernità a tutti i costi che significa correre, non “sprecare” tempo a parlare con gli altri, non volersi bene. E allora il diavolo dello “show truccato da commedia televisiva” è la seconda chance di Gustavo Gambardella, il mite barista non amato/rispettato da moglie, figlia, garzone, fratello prete. Tutti personaggi dell’umana commedia nella quale prevalgono l’interesse, l’egoismo, mostro che divora regni, la malattia di correre senza meta. Il bar di Gustavo, “Vespasiano”, è destinato al fallimento, mal diretto dal proprietario troppo onesto, con i suoi scontrini e le tasse in regola! A dolersene è la cinica moglie che gli cucina piatti che gli fanno male, che educa la figlia al più sfrenato consumismo perché così fan tutti, che va d’accordo con il cognato prete Amilcare, corrotto dal dio denaro. Entra in scena Salemme, formidabile diavolo, con l’assistente diavoletto calabrese che parla una lingua incomprensibile, ottima spalla comica.

Ottimo il cast di giovani e talentuosi attori a lungo applauditi: Floriana De Martino (Teresa), Giovanni Ribò (Amilcare), Raffaella Nocerino (Lucia), Antonio Guerriero (Antonio), Nicola Acunzo (Diavoletto), Domenico Aria (Gustavo), Franco Cortese (dottor Ezechiele). Esilarante il fuoco di fila di battute di Salemme che mette in scena anche dei personaggi, travestimenti dell’astuto diavolo che deve convincere Gustavo a meritare una seconda chance. Divertentissimo il postino con i grammelot linguistici, i strafalcioni, le citazioni da Shakespeare. Amare le riflessioni aperte sull’uomo che non corre per la fretta ma scappa, che non vuole trovare il tempo di parlare con i familiari preferendo “comunicare” con la tv, l’iPod e quant’altro, con i giovani che assumono il viagra per fare bella figura quando invece l’amore possiede i tempi dell’anima. Tutto questo significa anche che non ci scegliamo per amore ma per bisogno, perché l’amore è libertà, è l’incontro di due universi paralleli ma diversissimi. Dovrebbe esistere un diritto alla disuguaglianza, conclude Salemme, intelligente, sensibile uomo e artista che dopo aver fatto ridere a crepapelle il pubblico lo lascia con profonde riflessioni. Gustavo sceglierà la strada peggiore per uscire da una vita stagnante e vuota. A tutti il diavolo custode offre la seconda chance ponendo la domanda: ce la farai a fare di meglio?

Repliche fino al 7 aprile. Spettacolo assolutamente da non perdere.

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