Sala Molière

Un cartellone di cinque spettacoli (uno al mese da dicembre) per la seconda stagione della Sala Molière di Napoli. Lo spazio teatrale di Pozzuoli, diretto da Cetty Sommella e Nando Paone, apre (8-11 dicembre) con il collaudato show “Non solo varietà” di Umberto Bellissimo. Macchiette, brani teatrali, canzoni e musica per far rivivere sul piccolo palcoscenico il periodo d’oro di questo genere, che annovera tra gli artisti Maldacea, Petrolini, Taranto.

Monologhi, poesia e canzoni per attrice e cantautore con “Cavallapazza”, il recital scritto e diretto da Domenico Ciruzzi per Antonella Stefanucci e Marco Francini.

Contenuti più forti per Rosaria De Cicco (con Matteo Mauriello), che ripropone il fortunato “Affari illegali di famiglia”, scritto e diretto da Emanuela Giordano. L’ironica altalena della vita di una madre con un figlio disabile, i dolori della quotidianità, la povertà, i loro dialoghi in Villa Comunale.

Comicità piena, invece, con Francesco Paolantoni che porta in scena “Che fine ha fatto il mio io”. Scritto con Paola Cannatello, il testo affronta le nevrosi dell’individuo tra terapie e psicoterapie. Un’occasione per l’attore partenopeo, spalleggiato da Arduino Speranza, di riproporre qualcuno dei suoi più celebri personaggi televisivi.

Chiude la stagione ad aprile 2012 la produzione del Molière. Quest’anno è la volta di “Sognare per non morire”, commedia inedita scritta e diretta da Cetty Sommella con stile leggero per temi seri; anche questo testo come i precedenti, mette a fuoco i disagi dell’uomo moderno. In scena i giovani attori della Compagnia stabile che dirige con Paone.

Una stagione breve ma significativa per i due artisti che portano avanti il loro progetto con sacrifici personali e tanto entusiasmo. “Il nostro è quasi un teatro di quartiere che anima la zona di Pozzuoli, dove da quasi sessant’anni mancava uno spazio teatrale ed è un appuntamento molto atteso dai nostri abbonati”.

Popolari i prezzi: l’abbonamento ai cinque spettacoli costa 50 euro, il biglietto singolo 15 euro.

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