Sanremo batte Broadway

Sanremo batte Broadway

Il logo di Sanremo 2014

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Neanche Broadway reggerebbe una tenuta così duratura: 64 anni di repliche. Ma Sanremo sì. Questa edizione del Festival della canzone forse farà parlare di sé più dei precedenti. E’ un mortorio. E’ iniziato con il ricordo di Fabrizio De André (onore e merito al nostro grande poeta), ma ne ha composte tante di belle canzoni, perché proprio quella? Poi si è continuato con le altre memorie e con le prime, lagnose canzoni. Come dire: per non dimenticare…

Il vero protagonista è il fiume di parole (non di note, ahimè!) che inonda ogni sera l‘Ariston. Non era il Festival della canzone? Il suo posto è stato preso dalle banalità, dagli stupidi giochi di parole e dalle battute infantili e scontate dei due conduttori. La coppia più bella della televisione, a quanto pare, che ripete fino alla noia quell’ammiccare, quel parlarsi addosso, quella finta scherzosità che di divertente, almeno per me, non ha proprio nulla. Forse, se non fosse per i fans di Baglioni, di Ron, di Renzo Arbore, dei pochi ospiti internazionali il pubblico di telespettatori sarebbe davvero esiguo.

Sanremo è lo specchio dell’Italia? Bene, abbiamo avuto la conferma di che cos’è il nostro Paese: scemenze, falsi scoop, finti impegni, un ciarlare inutile e insoddisfacente, tipico di chi si trova sotto i riflettori. Di qualsiasi scena si tratti.

E sua maestà lo share glielo sta dicendo.

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