Satyricon, decadenza senza tempo

Satyricon, decadenza senza tempo

 

IL REGISTA ANDREA DE ROSA E LO SCRITTORE FRANCESCO PICCOLO PORTANO IN SCENA UN MODERNO SATYRICON

 

Il regista Andrea De Rosa per la rassegna Pompeii Theatrum Mundi, che si svolge al Parco Archeologico di Pompei, firma il Satyricon scritto da Francesco Piccolo, ispirato al testo di Petronio.

Lo spettacolo (in scena giovedì 4, venerdì 5 e sabato 6 luglio alle ore 21) è interpretato da Noemi Apuzzo (Fortunata), Alessandra Borgia (La signora disperata), Francesca Cutolo (La donna delle canzoni), Michelangelo Dalisi (L’intellettuale), Flavio Francucci (Encolpio), Antonino Iuorio (Trimalcione), Serena Mazzei (La ragazza anoressica), Lorenzo Parrotto (Ascilto), Anna Redi (L’attrice impegnata), Andrea Volpetti (Gitone).

Le scene e i costumi sono di Simone Mannino; il disegno luci di Pasquale Mari; sound designer G.U.P. Alcaro; le coreografie sono di Anna Redi.

«Abbiamo un po’ tutti la sensazione di stare vivendo un periodo di impasse, di decadenza e di transizione – dice Andrea De Rosa, spiegando la scelta registica – verso qualcosa di sconosciuto. Da quando sono crollate le ideologie e le utopie che hanno segnato e insanguinato il Novecento sembra essere venuta meno la direzione storica da seguire e, non essendo chiara la méta, sembra non ci sia altra strada che girare a vuoto. Per questo ho chiesto a Francesco Piccolo di scrivere un testo che, ispirandosi al Satyricon di Petronio – che della decadenza dell’impero romano fece un ritratto memorabile – tentasse di raccontare la nostra decadenza, cercando di coglierne la peculiarità. Con una felicissima intuizione Francesco Piccolo ha individuato nell’impoverimento linguistico il tratto che sta segnando la nostra epoca e lo ha fatto diventare materiale».

Un mix di sorprendenti brandelli narrativi, tra sesso, strani riti, naufragi, risse, speculazioni d’arte, truffe ben congegnate e licantropi, tra i quali spicca qualche porzione più ampia come la celeberrima, scintillante Cena di Trimalcione.

«Cercare di raccontare – sottolinea ancora il regista – attraverso il senso del ridicolo, la pena, il dolore, ma anche la tenerezza e il profondo senso di umanità che si nasconde dietro questo smarrimento è la sfida che mi pongo con questo spettacolo».

 

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