Sinfonia delle sinapsi

Sinfonia delle sinapsi

È una raccolta di poesie, di pensieri profondi sul senso, sul modo di sentire, individuale e collettivo, sull’Io profondo: Sinfonia delle sinapsi (edizioni Albatros, pagg. 45, euro 13,00) è la silloge poetica di Giacomo Mantovani.

Nato a Voghera (PV), classe 1996, diplomato al Liceo Scientifico Statale “Niccolò Copernico” di Pavia, dopo aver frequentato la Facoltà di Economia sceglie la Facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Pavia. L’autore ama scrivere, raccontarsi in punta di penna, condividendo emozioni e riflessioni con i lettori. Nel corso della vita alcuni eventi ci segnano più di altri: nel caso di Mantovani la morte della madre, nel 2006, è un trauma che lascia nel giovane scrittore una traccia indelebile. Bombardato da riflessioni, con un sovraffollamento di “centinaia di pensieri diversi, tra loro contrastanti, illogici e spesso (vorrei non fosse così spesso) dolorosi – scrive l’autore che è “in balia di una tempesta cerebrale”, avverte prepotente l’esigenza di analizzarli, di trovare per ognuno di essi una spiegazione.

Oltre alle poesie ed ai pensieri nati così, da impulsi elettrici a neurotrasmettitori, da contatti tra cellule nervose e regioni neuronali, ce n’è una che esula dal leit motiv, “Notre-Dame”, dedicata, vibrante pennellata, alla cattedrale in fiamme, “la Signora parigina irrimediabilmente sfigurata, nel volto. Così come lo siamo tutti, nel cuore”. L’autore regala versi emozionanti, che tra scienza e poesia raccontano il mondo interiore di ognuno di noi, piegato nella sua galassia di pensieri, di contro il vuoto esterno. La macchina dell’uomo crea incubi anziché sogni, alla maniera del cinema Hollywoodiano, antitetica, causa di stasi. Se il tempo scorre inesorabile, se, spesso, ad attenderci vi sono oscurità e promesse negate, attese deluse e tempo tiranno, deriva e oblio, e tutto appare nero e immobile, la scrittura può rivelarsi “Pittura melodica”, capace di trasformare cromatismi in emozioni vivaci, in benessere.

Centinaia di milioni di cellule comunicano attraverso segnali bioelettrici, creando un proprio “movimento” che dialoga con altri movimenti. Tuttavia, la sinfonia creata dalle sinapsi è rumore e solo il musicista-compositore è in grado di dar loro un senso. Sono sempre attimi in un mare in tempesta, dove l’autore si immagina “macchinista di un treno fuori controllo”. Se il mondo saprà trovare altri colori, altre dimensioni, non è dato sapere, ma solo indagare. Scrive nella Prefazione Lucia de Cristofaro, scrittrice, poeta, presidente di Albatros edizioni, che il libro rappresenta “un modo del tutto innovativo di esprimersi con liriche che, indagando il mondo, ci accompagnano fuori e dentro di noi, facendoci guardare ciò che siamo e ciò che ci gira intorno con occhi nuovi, perché qualsiasi viaggio, anche quello poetico, non ha come fine la meta, l’approdo, ma il viaggio stesso”.

 

 

 

 

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