SPACCANAPOLI… ELETTRICA

“Napoli, città d’arte porosa, è spaccata, perciò abbiamo chiamato “Spaccanapoli” la nostra

programmazione di quest’anno.

Vittorio Lucariello, direttore artistico del teatro Spazio Libero di Napoli, spiega le ragioni della sua scelta. “E’ necessario ripartire dell’idea che la cultura e l’arte non sono mai al servizio di qualcuno tanto meno obbligatoriamente della morale. Perché l’artista è fondamentalmente immorale, produce cioè per il piacere di essere, per l’affermazione del proprio io, per esibire il suo modo dì vedere il mondo”.

Non abbandonando mai la linea storica, basata sulla ricerca e sull’underground fisico ed emozionale, il teatro propone una stagione condotta innanzitutto dalle nuove generazioni, “che non fanno citazioni, che non puntano su un aspetto inedito dell’arte moderna, quello cioè, – spiega Lucariello – secondo cui l’autore pensa all’impatto che la sua opera potrà avere attraverso la diffusione mediatica, non alla sua visione diretta. Cultura e spettacolo devono raggiungere una indipendenza, una produttività legata all’informazione, alla mutazione dei tempi, a una nuova ricerca di energia e vitalità collegata alla velocità di sentirsi, vedersi, confrontarsi elettricamente”.

Dieci spettacoli in cartellone, dal 28 ottobre al 27 dicembre su temi differenti. Dopo l’inaugurazione il 22 ottobre con le pèrformance di Imprenditori di Sogni, si apre ufficialmente  con “E’ permesso posso entrare?”, commedia scritta e diretta da Amedeo Ambrosino (fino al 31 ottobre). Narra la vicenda grottesca di un giovane finito in galera a causa di un’omonimia. A novembre, dal 3 al 7, andrà in scena “Occhi privati e vizi pubblici” di Vittorio Adinolfi, testo sul tema dell’importanza della televisione nelle nostre vite. Dall’11 al 14, “Di strano in peggio”, scritto e diretto da Antonio Lepre.

Dal 16 al 21, “Piano con le parole” di Gino Grossi. Un’operazione costruita con testi e parole famose per valorizzare l’ascolto e la lettura. A dicembre, dall’1 al 5: “Di colore blu-il movente creativo”, diretto da Luisa Corcione. Uno spettacolo che riflette sul tema dell’attesa. La rappresentazione interviene sul comportamento dei non vedenti, che hanno una percezione della realtà e del tempo certamente diversa dal comune. Dal 9 al 12 è in scena Pasquale Ferro con il suo “Carluccio”. Dal 16 al 19, “L’amico di papà” di Eduardo Scarpetta, adattato e diretto da Antonio Lepre.  Il 22 e il 27 due lavori di Claudia Balsamo: “Sotto il cielo del Sud”, cinque donne meridionali raccontano la loro terra con passione e veemenza, e “La gabbia”.

 

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