“Sportopera”, competizioni e vita

“Sportopera”, competizioni e vita

Dal 12 al 20 giugno al Teatro Sannazaro di Napoli si svolgerà la sezione Sportopera del Napoli Teatro Festival Italia 2019: nove appuntamenti a cura di Claudio Di Palma “un osservatorio attivo – dice – in cui recuperare l’originale relazione tra arte e sport”. Otto spettacoli – tra cui 6 debutti – per questa sezione incentrata sull’errore sportivo e sulle trasgressioni di quell’equilibrio ideale richiesto ai grandi atleti nelle competizioni sportive come nella vita.

L’apertura mercoledì 12 giugno, alle ore 20 con l’inaugurazione della mostra Sportime di Gianluca Carbone,

Alle ore 21, Luciano Melchionna presenta in prima assoluta Fisica/Mente, un monologo da lui scritto insieme a Betta Cianchini, e di cui è interprete Maria Bolignano, che affronta il tema del corpo in rapporto ai suoi limiti, fisici e cognitivi.

Si prosegue, giovedì 13 giugno, con Open – La mia storia di Andre Agassi, una lettura scenica di Invisibile Kollettivo dell’autobiografia del campione di tennis.

Sara Sole Notarbartolo porta in scena in prima assoluta lo spettacolo Mimì e le ragazze della pallavolo – Laddove Mimì sta per Domenico, interpretato da Fabiana Russo e ispirato alla storia vera di Tiffany Pereira de Abreu, una pallavolista brasiliana transessuale (14 giugno); mentre Igor Esposito presenta in prima assoluta La dama bianca semuà, che vede in scena Lara Sansone e Flo insieme a Vincenzo Nemolato, una storia d’amore tra le più discusse del dopoguerra, quella fra Giulia Occhini, chiamata la Dama Bianca, e il campione del ciclismo Fausto Coppi (15 giugno). Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano presentano Non plus Ultras (16 giugno), spettacolo interpretato da Pantaleo, di cui firma testo e regia Gianni Spezzano, un’indagine teatrale durata quattro anni, a che s’interroga sul modello di vita degli Ultras; e ancora, va in scena in prima assoluta Gea Martire ne Il motore di Roselena di Antonio Pascale, storia dell’emancipazione femminile di una donna di provincia appassionata di motori (18 giugno). In scena anche Finisce per “A” – Soliloquio tra Alfonsina Strada, unica donna al Giro d’Italia del 1924, e Gesù di Eugenio Sideri, per la regia di Gabriele Tesauri, con Patrizia Bollini che dà voce e corpo alla ciclista Alfonsina Morini, incredibile pioniera dello sport femminile, meno nota della coetanea Ondina Valla, ma altrettanto importante nella storia dell’emancipazione sportiva e delle donne (19 giugno). La rassegna si chiude con un’altra prima assoluta, Correre da Jean Echenoz, adattamento di Antonio Marfella con Andrea Renzi e il coro di voci bianche Alma Choir diretto da Stefania Rinaldi, che è un ritratto ironico in musica e parole di Emil Zátopek, fondista cecoslovacco pluripremiato alle Olimpiadi (20 giugno).

 

 

 

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