Sul desiderio e sull’amore

Sul desiderio e sull’amore

E’ una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare.” Così Arturo Cirillo a proposito del suo ultimo lavoro. La scuola delle mogli sarà in scena al Teatro Mercadante di Napoli da mercoledi 20 a domenica 31 marzo 2019, nella traduzione di Cesare Garboli. Accanto al regista, nel ruolo del protagonista Arnolfo, alias Signor Del Ramo, recitano Valentina Picello in quello di Agnese, fanciulla innocente allevata da Arnolfo; Rosario Giglio nel doppio ruolo di Crisaldo, amico di Arnolfo e di Alain, servo di Arnolfo; Marta Pizzigallo nei panni di Georgette, serva di Arnolfo; Giacomo Vigentini che è Orazio, innamorato di Agnese, e Un notaio.

La scuola delle mogli. Una scena (foto di Luca Del Pia)

Al centro una giovane donna, cavia dell’esperimento di una mente cinica: presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell’ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. Una scena che è una piazza, “come in una città ideale, – racconta Cirillo – con la sua prospettiva, la sua geometria, ma dove dentro all’abitazione principale, vi è una lunga scala di ferro che porta ad una camera che è come una cella, una stanza delle torture, e un giardino che assomiglia anche ad una gabbia. Il protagonista è uno spietato cinico ma anche un innamorato ossessivo, un indefesso fustigatore delle debolezze altrui come anche una fragilissima vittima del proprio gioco. La natura, l’istinto, l’intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei. Uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Dove si dice che la natura da maggiore felicità che non le regole sociali, che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini”.

La scuola delle mogli di Molière

traduzione di Cesare Garboli

regia Arturo Cirillo

scene Dario Gessati

costumi Gianluca Falaschi

luci Camilla Piccioni

musiche di scena eseguite da Francesco De Melis (chitarra classica)

Caterina Dionisi (pianoforte), Vasco Maria Livio (computer)

Lorenzo Masini (chitarra acustica), Orlando Trotta Paik (clarinetto e percussioni)

 

 

 

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