Teatro e carcere

Dal 25 al 28 ottobre andranno in scena i detenuti di dieci istituti di pena per la settima edizione di Il carcere possibile, rassegna teatrale dedicata alle compagnie delle carceri della Campania, a ingresso gratuito. Quest’anno le rappresentazioni si sposteranno dal Mercadante al teatro San Ferdinando di Napoli, anche in ricordo dell’impegno che Eduardo dedicò ai giovani dell’Istituto Filangieri di Napoli e poi di Nisida, consentendo una svolta sociale e legislativa.

Nonostante le difficoltà di carattere finanziario, le istituzioni penitenziarie e le direzioni carcerarie hanno volutamente dato spazio ai dieci registi per condurre i laboratori interni e realizzare le messinscene. “E’ un’attività importante e dagli effetti senz’altro positivi, – ha chiarito l’ideatore del progetto, Riccardo Polidoro – perché consente di recuperare l’ozio che colpisce i detenuti, permette loro di socializzare e, inoltre, ha dato l’opportunità a qualcuno, una volta uscito, di trovare un lavoro”. Ne hanno parlato in conferenza stampa anche Claudio Flores, Direttore Area Educativa dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania; Sandro Forlani, Provveditore Centro Giustizia Minorile; Vito Minoia, Presidente del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere; Domenico Ciruzzi, Presidente della Camera Penale di Napoli.

Otto istituti per adulti e due minorili (Secondigliano, Lauro, Santa Maria Capua Vetere, Pozzuoli, Poggioreale, Airola, Eboli, O.P.G. di Napoli, O.P.G. di Aversa, Nisida) hanno permesso ai reclusi di uscire in permesso-premio per salire in palcoscenico.

Dopo la giornata di ieri dedicata all’Assemblea del Coordinamento nazionale del teatro in carcere, la stagione si aprirà il 25 ottobre alle ore 18 con “Il re è ancora vivo”, drammaturgia di Giorgia Palombi per i detenuti di Secondigliano. Alle 20 sarà la volta di “Più leggero di un suspir” di Francesco Niccolini proposto dalla casa circondariale di Lauro. Tre gli spettacoli del 26: “Miseria e Nobiltà” tratto dalla commedia di Scarpetta e realizzato a Santa Maia Capua Vetere; “Sonno” messo in scena dalle donne di Pozzuoli; “Sogni smarriti” realizzato nel carcere di Poggioreale sotto la guida del laboratorio di Patrizia Giordano.

Il 27 vanno in scena: ”Spugliete a te e viestem’ a me”, da Airola; “Unità d’Italia: liberati o conquistati?” di Pino Turco per l’Istituto di Eboli; “Pe vicule… sottovoce! Un tempo in versi… musicati”, realizzato dai ragazzi di Nisida; “Caini d’Aversa”, film documentario di Giovanni Nicois e Luca Palamara girato nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, cui seguirà l’OPG di Napoli con “Morale della favola”.

Sottolineando  che il loro impegno sarà massimo per il prosieguo nei prossimi anni, i relatori hanno insistito sulla necessità di ampliare il progetto ai due istituti ancora fuori dalla rete: quelli di Ariano Irpino e di Sant’Angelo dei Lombardi. “Quest’attività vuole essere anche una denuncia della situazione in cui versano le carceri e gli ospedali psichiatrici giudiziari, – ha dichiarato Domenico Ciruzzi – ed è la conferma che esiste la possibilità di un reale percorso rieducativo e d’inclusione sociale per chi ha commesso dei reati”.

Da quest’anno parte un’altra iniziativa: il laboratorio di fotografia diretto da Mario La Porta che si svolgerà nel carcere di Secondigliano, ma si concluderà con un’esposizione esterna.

 

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