Teatro Sannazaro, stagione 2020/2021

Teatro Sannazaro, stagione 2020/2021

Il sipario è la vela che fa navigare la barca in cui tutti ci troviamo”. Così Lara Sansone, direttrice del Teatro Sannazaro di Napoli, presentando la stagione 2020/2021, in una sala che ridà il benvenuto, secondo normativa, a un massimo di cento spettatori. Non si perde in chiacchiere ed esprime il senso dell’incontro, finalmente in presenza.

Rotto il lungo silenzio che abbiamo attraversato, le parole degli affezionati che chiedevano notizie, suonavano come applausi, – dice – avevano il significato di un abbraccio, il senso di una sospirata, piccola normalità”.

Il cartellone propone alcune messinscene sospese la stagione precedente ma anche una selezione di spettacoli nuovi, freschi nella formula tradizione e contemporaneo con molti artisti noti, in prevalenza napoletani, “per una scelta che possa garantire lo svolgimento delle rappresentazioni anche in caso di blocco della circolazione extra regionale”.

“A sipari spiegati”, dunque come recita lo slogan, il salotto di Chiaia alza il sipario il 20 novembre 2020 con “Ricomunciare” di e con Leopoldo Mastelloni. Con lui nella sezione Tradizione ci saranno: Lina Sastri, Peppe Barra, Biagio Izzo, Lello Arena, Carlo Buccirosso.

Nella sezione Contemporaneo dal 16 gennaio si esibiranno Enzo Moscato, Lunetta Savino, Gea Martire, Lino Musella, Lalla Esposito, Cristina Donadio, Eduardo Scarpetta, Denise Capezza, Viola Graziosi, Brenno Placido.

A queste programmazioni, si aggiunge l’iniziativa Prime di settimana dal 25 dicembre 2020 al 19 aprile 2021, che vede in palcoscenico Gino Curcione con lo storico “Nummere”, Corrado Ardone, Roberto Azzurro, Fabio Brescia, Andrea Avagliano, Gennaro Di Biase, Marialaura Baccarini. Tra i registi Francesco Saponaro, Massimo Andrei, Alessia Siniscalchi, Luciano Melchionna.

Intanto, prosegue il cartellone Teatro solidale, “Il teatro dei salti mortali”.

E, infine, un appello: non dimenticare tutti i lavoratori dello spettacolo, anche le figure che lavorano dietro il sipario e, soprattutto, far sì che gli attori teatrali possano essere equiparati ai protagonisti di film e televisione, continuamente controllati dopo i contatti diretti previsti dalle scene. “Il teatro è un luogo sicuro più di altri”, conclude Sasà Vanorio, invitando alla riflessione.

 

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