Tosca, fascino immortale

Tosca, fascino immortale

Trionfo per Tosca al Teatro di San Carlo di Napoli, nell’allestimento del Massimo di Palermo fedele alla tradizione, per la sapiente regia di Mario Pontiggia, le scene di Francesco Zito, i bei costumi di Giusi Giustino. Melodramma in tre atti, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa dal dramma omonimo di Victorien Sardou, è capolavoro pucciniano, fra le opere più rappresentate al mondo.

A lungo applaudito Juraj Valčuha, direttore musicale del Lirico partenopeo e vincitore del Premio Abbiati, che ha brillato nel guidare un’Orchestra eccellente. “Tosca – spiega Valčuha – è l’opera più cinematografica di Puccini che trae il soggetto dal teatro e vi mette una musica trascinante. Un capolavoro. La vicenda trova forza in un rapporto tra politica, passione, libertà, religione, potere, morte. E poi c’è Roma, nel giugno del 1800”. Le curatissime scene di Francesco Zito mostrano, con ambientazioni sontuose, i dettagli della Chiesa di Sant’Andrea della Valle, con la sua cupola, il fastoso Palazzo Farnese, gli spalti di Castel Sant’Angelo, con il sapiente gioco di luci di Bruno Ciulli.

Il soprano spagnolo Ainhoa Arteta (in alternanza con Monica Zanettin), oltre a dare intensa prova vocale, interpreta con bravura il personaggio di Floria Tosca. Altrettanto bravo il tenore americano Brian Jagde, Mario Cavaradossi, dalla voce potente e dal fraseggio vellutato. Su “E Lucevan le stelle” interminabili applausi. Consensi anche per Roberto Frontali (in alternanza con Samuel Youn), terribile Scarpia, il Coro guidato da Marco Faelli e le voci bianche di Stefania Rinaldi. Bravi tutti gli interpreti: Carlo Cigni, Cesare Angelotti; Roberto Abbondanza, il Sagrestano; Nicola Pamio, Spoletta; Donato Di Gioia, Sciarrone; Carmine Durante, Carceriere; Pina Acieno, un Pastore. Ottima la regia di Pontiggia che ha puntato sul valore della parola scenica.

 

 

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