Un ballo in maschera

Un ballo in maschera

Al Teatro di San Carlo di Napoli, dal 22 al 28 febbraio 2019, gradito ritorno sul podio di Donato Renzetti che dirige Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, opera in tre atti su libretto di Antonio Somma, da Gustave III, ou Le Bal masqué (1833) di Eugène Scribe.

Firma la regia Leo Muscato, al suo debutto come regista al lirico partenopeo, che mette in scena la prima versione del capolavoro verdiano che si ispirava al ferimento mortale subito dal re di Svezia, Gustavo III, sovrano illuminato in occasione di un ballo in maschera la sera del 16 marzo 1792.

Ognuno può facilmente immaginare quanto invasive possano essere state le ingerenze censorie, ma fino a che non le si tocca con mano non si riesce davvero a capire quali enormi compromessi dovevano accettare i compositori, poeti e letterati – spiega Muscato – quello che sembra giusto e necessario fare, spesso non è quello che un compositore può permettersi. E nemmeno potremo capire fino in fondo quanto realmente si modifichi il senso dell’opera cambiando ambientazione ed epoca”.

La produzione è della Malmö Opera e del Teatro dell’Opera di Roma. I nomi sono quelli del primo libretto di Antonio Somma proposto da Giuseppe Verdi al Teatro di San Carlo nel 1858. “Ci è sembrato doveroso – afferma Muscato – conservare la distanza temporale voluta da Verdi che ambienta la sua storia nel 1792, in una corte sfarzosa e divertente. Ballo, inoltre ha tutti gli archetipi delle favole. C’è il Re, la sua amata, il suo migliore amico, la strega cattiva, il bosco pericoloso, il castello, il ballo. Ci sono l’amore, l’odio, il tradimento, l’onore, il tragico, il romantico. Per questo il nostro incipit è C’era una volta…”.

Roberto Aronica e Celso Albelo si alternano nei ruoli di Gustavo III Re di Svezia (Riccardo); Carlo, Duca di Ankastrom (Renato) ha la voce di Luca Salsi e Seung-Gi Jung; Carmen Giannattasio e Susanna Branchini interpretano Amelia; Ulrica è interpretata da Agostina Smimmero e Anastasia Boldyreva; Oscar Anna Maria Sarra e Marina Monzò. Maestro del Coro Gea Garatti. Firma le scene Federica Parolini, i costumi Silvia Aymonino; i movimenti coreografici sono di Alessandra De Angelis.

Assistente alla regia Niklas Johansson. Carmen Giannattasio sente molto il personaggio di Amelia, “perfetto per la mia vocalità”, spiega, un bel personaggio attuale, coraggioso, moderno dotato anche di ironia. Nell’opera dunque elementi da favola, messi in scena da un cast eccellente e da orchestra, coro e balletto del Lirico.

 

 

 

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