Un cult in scena

Una scena

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Educazione Siberiana, la vicenda di Boris e Yuri, la storia degli Urka siberiani, i “criminali onesti”, arriva a Napoli al teatro Bellini dal 4 al 9 marzo. Accompagnato dall’eco del film diretto da Gabriele Salvatores e interpretato da John Malkovich e della prima della scorsa stagione, lo spettacolo è tratto dal libro omonimo di Nicolai Lilin (successo editoriale incredibile: è venduto in 24 paesi stranieri e tradotto in 19 lingue), che con Giuseppe Miale Di Mauro (che ha curato la regia) ha scritto la drammaturgia.

Spiegano entrambi: «L’adattamento teatrale di Educazione siberiana si muove intorno alla storia di due fratelli molto diversi tra loro: il primo è Boris, il giusto. Legato agli insegnamenti della tradizione siberiana, rispetta gli anziani e cerca di somigliare in tutto a loro. Il secondo è Yuri, il ribelle. Ha lo sguardo proiettato nel futuro, pronto ad infrangere ogni regola e a tradire la sua stessa famiglia per amore del Dio denaro, così rapito nel suo sogno americano. In mezzo il vecchio Nonno Kuzja, che cerca di far resistere la tradizione dei criminali onesti, nonostante il devastante impatto della società con il moderno delirio del consumismo occidentale. La storia di Boris e Yuri rappresenta metaforicamente il modello del tipico conflitto che si sviluppa nel periodo post sovietico sia dentro una singola persona che nella società intera. All’epoca della fine dell’URSS gli effetti collaterali di quell’evento, i fattori politico-sociali, hanno generato il caos nel popolo stremato dalla dittatura e affamato di libertà. Ed è proprio la percezione distorta della libertà che ha spinto le persone verso atti estremi, fino ad arrivare al drammatico degrado delle anime». In scena: Luigi Diberti (nel ruolo del nonno) con Elsa Bossi, Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Stefano Meglio, Adriano Pantaleo, Andrea Vellotti.

Un ulteriore appuntamento con il romanzo di Lilin è fissato venerdì 7 marzo alle ore 18 al Marotta&Cafiero store, sito nel foyer del Teatro Bellini di Napoli.
Gli ospiti saranno il regista Giuseppe Miale Di Mauro e il cast dello spettacolo. L’incontro, aperto al pubblico, sarà moderato da Ileana Bonadies, vicedirettrice Quarta Parete e critico teatrale ANCT,
e da Rosario Esposito La Rossa, scrittore ed editore Marotta&Cafiero.

 

Antigone

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Anita Caprioli

E al Piccolo Bellini di Napoli dal 6 al 9 marzo, va in scena Anita Caprioli (con il cantante e musicista  Didie Caria) nella rilettura di La storia di Antigone firmata dalla scrittrice scozzese Ali Smith, e rititolata “Favola in musica per cornacchie, cani selvatici, maledizioni, tiranni, sepolcri & fanciulle in fiore”.

La regia è di Roberto Tarasco. “Antigone rimane, a distanza di millenni, una straordinaria storia di emancipazione. La vicenda di una donna che con il coraggio di una visone “altra” e “alta” rivendica il suo diritto a parlare e si ribella a una ristretta concezione del potere tutta maschile. E più in generale la storia di una contestazione, risoluta e avventata, contro la “tirannia” della legge”.

Il progetto nasce dalla collana di “Save the story”, le storie da salvare proposte da Alessandro Baricco e pubblicate con il Gruppo Repubblica/L’Espresso.

 

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