Un Cuòre che batte per rinascere

Un Cuòre che batte per rinascere

Qualcuno ha pensato che uno spettacolo, scritto, diretto e interpretato da donne, non possa che essere inteso “al femminile”. Al titolo Cuòre, forse per questo, l’autrice Angela Di Maso, ha aggiunto la parola sostantivo maschile. Sì perchè lo spettacolo, ancora in scena al Ridotto del Mercadante di Napoli, racconta le storie di due donne. Le interpreti, le bravissime Alvia Reale (anche regista) e Daniela Giovanetti, rievocano la propria vita, che naturalmente parla anche di uomini. Di quelli delle loro esistenze, del passato, partendo dall’infanzia, all’età adulta, quando consapevoli di quanto vissuto, sanno tirare le somme e continuare a vivere.

Daniela Giovanetti in “Cuòre, sostantivo maschile”

Le attrici sono interpreti, scena, musica, coreografia. Senza oggetti, sostenute solo dalle luci di Francesco Calcagnini e i costumi di Sandra Cardini, dividono la rievocazione in sei quadri, annunciati allo spettatore, di cui ciascuna ricorda la propria. Dai desideri al più intimo desiderio, dalle passioni ai fallimenti. Mamma, padre, sesso, danza, teatro, morte, sono alcune delle esperienze su cui riflettono, confidenze in cui ciascuno, uomo o donna che sia, può ritrovarsi.

Nato durante la pandemia da chiacchiere fatte tra amiche, il testo è diventato spettacolo attraverso la drammaturgia di Angela Di Maso, che ha stringato i concetti per renderli rappresentabili.

Il messaggio, poi, è nel finale: un post scriptum con luci rosse (unico elemento scenografico) che esprime lo stimolo reale che mosse Alvia e Daniela: farne uno spettacolo insieme, pur se davanti a un teatro forzatamente chiuso, ma che certamente avrebbe riaperto.

 

 

 

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