Un Papa che sogna il teatro

Alla base del nuovo film di Nanni Moretti Habemus Papam, in concorso al festival di Cannes, c’è un’idea geniale: l’eventualità che colui che è stato eletto dal Conclave come nuovo pontefice, prima ancora di essere annunciato ai fedeli, si senta improvvisamente schiacciato dal peso che una simile responsabilità comporta, e cerchi quindi di sottrarsi a tale incarico. Pertanto, il Vaticano decide di ricorre all’aiuto di uno psicanalista, il professor Brezzi (impersonato dallo stesso regista), affinché assista il neoeletto pontefice e cardinale Melville, magnificamente interpretato da Michel Piccoli. La pellicola segue una struttura narrativa di tipo binario: vengono rappresentati, da una parte, i passatempi dei cardinali, obbligati a rimanere reclusi tra le mura del Vaticano, e, dall’altra, la fuga del Papa, che prima si reca dalla ex moglie di Brezzi (Margherita Buy), psicologa anche lei, alla quale confessa che da giovane avrebbe voluto fare l’attore, per poi imbattersi in una compagnia teatrale che sta allestendo uno spettacolo su “Il gabbiano” di Cechov. Il film cerca dunque di mostrare, sotto forma di metafora, la contrapposizione tra la vacuità di una vita astratta, come potrebbe essere quella condotta dai cardinali, e la pienezza che solo chi si immerge nel mondo, alla ricerca di una propria verità, può raggiungere; una dicotomia che si riflette anche nell’alternanza di due diversi registri, rispettivamente quello umoristico e quello drammatico. A emozionare sopra ogni cosa è la fragilità e l’umanità di un Papa che, consapevole della radicale riforma di cui oggi la Chiesa avrebbe bisogno, non si sente all’altezza del compito che è chiamato a svolgere. Sarebbe perciò limitativo considerare Habemus Papam come un film sulla Chiesa. Infatti, ciò che il regista pone al centro della rappresentazione è la crisi esistenziale di un uomo, che avrebbe dovuto fare da guida ma che, invece, non può che dubitare di se stesso e probabilmente anche delle scelte che ha fatto in passato. Ritornando con quest’opera alla sua poetica del dolore contemporaneo, Nanni Moretti mette così in rilievo lo smarrimento e l’inadeguatezza che caratterizzano la condizione dell’uomo nella società contemporanea

Chiara Ricci

HABEMUS PAPAM

REGIA: NANNI MORETTI

SCENEGGIATURA: FEDERICA PONTREMOLI, FRANCESCO PICCOLO, NANNI MORETTI

CON: MICHEL PICCOLI, NANNI MORETTI, MARGHERITA BUY, ROBERTO NOBILE, JERZY STUHR, FRANCO GRAZIOSI, RENATO SCARPA

DRAMMATICO ITALIA-2011

 

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