Un tango disperato

Un tango disperato

Una scena (foto di Alessandro Cecchi)

Una scena
(foto di Alessandro Cecchi)

Dopo la lettura drammatizzata che ne aveva fatto per il Napoli Teatro Festival qualche anno fa, Arturo Cirillo drammatizza Scende giù per Toledo, il romanzo breve di Giuseppe Patroni Griffi. “Un piccolo cult della letteratura napoletana”, dice Cirillo, in programma al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli dal 15 al 17 gennaio.

Solo sulla scena, l’attore è narratore e interprete di tutti i personaggi usciti dalla penna dello scrittore partenopeo, che raccontano il mondo dei travestiti napoletani. La protagonista, Rosalinda sprint è “emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suoi mutanti abitanti. Un flusso di parole che diventano carne, e spesso danza. Un tango disperato, un folleggiare sul baratro, un urlare per non morire. Sorella immaginaria, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato, la Sprint attraversa gli umori, i suoni della città di Napoli, qui, più che mai, diventata luogo metafisico, invenzione di un posto che non c’è”.

Quello che Cirillo rappresenta, è un universo mercenario, aggressivo, spietato, talvolta solidale, in contrapposizione alla violenza, alla crudeltà del mondo maschile, perché l’amore di un uomo resta il sogno irrisolto di Rosalinda, segnato da infelici incontri.

Con quest’opera, Arturo Cirillo continua il suo percorso nel teatro e nella lingua napoletana, iniziato con Scarpetta e Ruccello.

 

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