Un terribile viaggio

Un terribile viaggio

 

Unascena

Unascena

Al Nuovo Teatro Sanità di Napoli va in scena dal 27 al 29 maggio una storia d’immigrazione. Il tema, all’ordine del giorno, è rielaborato per la scena dal romanzo di Gassan Kanafani “Uomini sotto il sole” con il titolo di Sette minuti, scritto e diretto da Luisa Guarro. Ne sono interpreti Luca Gallone, Rosario Giglio, Ivano Russo, Antonio Spiezia, Omar Suleiman.

Scrive la regista nelle note: “Sette minuti è la storia di tre uomini, che tentano di arrivare clandestinamente da Bassora al Kuwait, attraverso il deserto. Tutto lo spettacolo ruota intorno alla pianificazione e realizzazione del terribile viaggio. L’adattamento teatrale di questa storia è liberamente ispirato al romanzo di Gassan Kanafani UOMINI SOTTO IL SOLE.

Gli “uomini sotto il sole”, di Gassan Kanafani, sono Abu Qais, Asad e Marwàn, un vecchio, un uomo e un ragazzino, che con il loro carovaniere si addentrano nel deserto, sotto il sole cocente.

Ma “uomini sotto il sole” sono anche gli uomini in quanto tali, abitanti della terra su cui picchia il sole, ad essi sembra rivolto un monito universale: che nessun sia debole e inerme di fronte al pericolo, di fronte alla morte!

E ancora “uomini sotto il sole” sono tutti gli uomini disperati che, sotto il sole, alla sua luce, ovvero al cospetto della consapevolezza e della responsabilità di tutti, affrontano la morte per non morire.

Dal magnifico racconto di Gassan Kanafani nasce uno spettacolo nel quale lo sguardo rivolto all’uomo non si complica con analisi sofisticate, tutta la riflessione è rimandata all’osservatore, spettatore di una vicenda narrata e agita senza anteporre commento. L’unica considerazione da cui si parte è che, posto di fronte a scelte estreme ed obbligate, in condizioni nelle quali la morte è questione di un tempo breve: SETTE MINUTI, l’uomo è nudo e semplicemente uomo, ha sete, ha fame, di cibo e di aria, ha speranza e paura e la sua fragilità è quella di ciascuno.

Il racconto di Gassan Kanafani termina con una domanda aperta e irragionevole e nello spettacolo tentiamo di dare ad essa una risposta semplice, meccanica, al fine di ridurre la questione alla sua elementare essenza. Anche altri racconti di kanafani lasciano in sospeso domande simili e tutte sembrano simboleggiarne una: perché il popolo palestinese, semplice popolo di pastori e pescatori, non ha reagito adeguatamente contro la soverchiante potenza militare israeliana e la disfatta totale? perché il piccolo e inerme popolo non ha battuto il gigante nemico? Le risposte possibili, suggerite da episodi apparentemente distanti, sono chiare e semplici e rivelano “l’irragionevolezza” di quelle domande: la reazione del popolo palestinese, dove c’è stata, è stata vana e inadeguata per l’eccessiva disparità delle forze contrapposte. Uomini inermi e senza forze non possono opporsi alla disfatta.

Eppure kanafani lascia che i suoi personaggi gridino quelle domande a voce alta e disperata, come a voler permettere che la rabbia e la forza dell’irrazionale accusa ai padri (non aver battuto il nemico, essere sopravvissuti al sopruso) diventi forza attiva nei figli, perché nessuno di essi si faccia nuovamente sorprendere debole, inerme e senza forze dalle avversità e dal nemico pronto ad inferire la morte.

Così il poetico e umano Gassan Kanafani rivela il suo spirito di attivista, promotore della resistenza palestinese, anche nei suoi racconti, mostrandosi tanto più incisivo e pericoloso quanto più poetico e umano. Fu ucciso dal Mossad nel 1972 a soli 36 anni”.

 

Venerdì 27 e sabato 28 maggio ore 21:00

Domenica 29 maggio ore 18.00

prenotazione al 3396666426

 

 

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