Una luna abitata dai Pink Floyd

Una luna abitata dai Pink Floyd

I Pink Floyd? Una musica che ha un’anima”. Così il coreografo/regista russo-belga Micha van Hoecke, che ha dato vita a quella che lui definisce “un’opera rock”, SHINE Pink Floyd Moon, sulle indimenticabili canzoni della leggendaria band inglese. Il debutto in prima mondiale al Ravenna Festival, l’8 giugno 2019, dopo l’anteprima assoluta al Teatro Pergolesi di Jesi mercoledì 5 giugno. È la musica dei suoi anni giovanili, canzoni senza tempo, ponte tra rock e musica classica. “Musiche che, nell’immaginario collettivo, sono legate alla giovinezza interiore di tutti noi”.

Punto di partenza nella creazione di SHINE Pink Floyd Moon è il celeberrimo brano Shine on You Crazy Diamond in cui i quattro celebri musicisti rendevano omaggio al loro compagno Syd Barrett che si era perso nelle regioni sconosciute della “luna”, intesa come malattia mentale.

In SHINE Pink Floyd Moon, Syd è interpretato da Denys Ganio, già étoile del Balletto di Marsiglia ed interprete dal famoso Pink Floyd Ballet di Roland Petit, balletto cult che debuttò nel 1973, in piena epoca pop, con la band inglese che suonava dal vivo.

Un filo sottile dunque lega il passato al presente. Non a caso, Syd/Ganio avrà un alter ego giovane e guizzante. Accompagnato dal sound psichedelico, ipnotico, astrale e dalle liriche ammalianti dei Pink Floyd, interpretati dal vivo dell’acclamata band italiana Pink Floyd Legend, con la direzione musicale di Fabio Castaldi, e danzato dai solisti e corpo di ballo Compagnia Daniele Cipriani. SHINE è un viaggio nel mondo della luna: “non solo (o forse non più) luogo di follia e senno smarrito, bensì simbolo della poesia, della fantasia, della vita stessa”.

Il gioco di luci, laser e videoproiezioni (queste ultime ideate e montate da Andrea Arnese dei PFL) trasformano lo spazio scenico di SHINE Pink Floyd Moon in una surreale luna abitata da personaggi come il “doppio” di Syd (il ballerino Mattia Tortora), una specie di Pierrot Lunaire, l’essere crepuscolare che catturò la fantasia di Arnold Schönberg.

È la mia autobiografia che racconta anche la vita di ogni uomo, – spiega Micha van Hoecke, regista e coreografo – la storia delle nostre vite che procedono a cicli, con un movimento circolare come quello della musica e della danza delle stelle, della rotazione della luna: un moto scandito da un continuo processo di nascita-morte-rinascita.” E aggiunge: “La vita non è altro che la stoffa dei sogni di cui scriveva Shakespeare, una stoffa che viene continuamente ordita, tramata, disfatta e ritessuta. SHINE è un lavoro intriso di speranza, in cui la fantasia diventa l’arma per combattere il materialismo che imperversa, il potere e le brame che incombono oggi”.

 

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