Una peste che crea comunità

Una peste che crea comunità

‘A freva. La peste al rione Sanità di Mario Gelardi e Fabio Pisano apre in anteprima la stagione del Teatro Mercadante di Napoli martedì 13 ottobre 2020. Non tanto perché debutto e repliche erano saltate, causa pandemia, ma perché dà il senso delle scelte del nuovo direttore dello Stabile partenopeo, Roberto Andò.

Amo il teatro che si fa anche altrove. – spiega – Il testo di Camus, inoltre, è adattissimo all’attuale momento. Il romanzo lascia intravvedere soprattutto l’invisibile, quel che avviene dentro le persone e con che cosa poi faremo i conti. Siamo nel tempo dell’incertezza e, in questa condizione, mi pare che il teatro e il cinema diano a tutti sicurezza, più di altri luoghi”.

L’altrove, di cui parla il direttore è la Basilica di Santa Maria alla Sanità. “Quartiere abituato da sempre all’isolamento – chiarisce Gelardi anche regista della messinscena – E, sebbene le cose cambino velocemente, non è una novità per i suoi abitanti. Altro è l’isolamento cui si è costretti”.

Come ormai fa da otto anni nel Nuovo Teatro Sanità, il suo direttore artistico, grazie anche al sostegno del parroco e della comunità locale, continua la sua opera all’aperto, nelle case, tra la gente, nei luoghi del territorio. “Qui, ci sono pezzi di Napoli che non esistono più da nessuna parte”.

“La peste” di Camus, che sembra scritto oggi, per un luogo e un tempo non ben definiti, trova in questa riscrittura, lingua, data e ubicazione: la Sanità, appunto. “Abbiamo cercato di creare un’opera assolutamente autonoma, nata prima del Covid, che conservasse però lo spirito del testo. Ciò che non è stato possibile teatralizzare, lo declamiamo – chiarisce il regista, che ha ripreso dell’originale i temi e i personaggi. “Ne ho aggiunto uno di mia creazione, – conclude – l’infermiera, che affianca il dottore, simbolo dell’autorità e punto di riferimento”.

Un allestimento che cambia gli spazi della messinscena e della fruizione. Scenografia è lo splendore della basilica, ma sono invertite anche le posizioni di pubblico (che si trova nella cripta) e attori, che invece si spostano sullo scalone, divenendo a tratti, essi stessi spettatori. Chiusura con dedica ad Albert Camus con l’inserimento della poesia “Invincibile estate”, composta per la moglie. Una musica, curata dal nativo del quartiere Alessio Arena, restituisce umori e suoni dei luoghi. Luci e audio sono di Alessandro Messina, i costumi di Alessandra Gaudioso.

In scena: Simone Borrelli, Michele Brasilio, Ivan Castiglione, Agostino Chiummariello, Paolo Cresta, Carlo Geltrude, Davide Mazzella, Gaetano Migliaccio, Alessandro Palladino, Beatrice Vento.

 

INFO: www. teatrodinapoli.it / www. nuovoteatrosanita.it

ORARI: il 13 e il 16 ottobre alle 21; il 14 e il 17 ottobre alle 20; il 15 ottobre doppia: alle 18 e alle 21; il 18 ottobre doppia: alle 17 e alle 20.

 

Share