Una rete di personaggi segnati dal male

Una rete di personaggi segnati dal male

Una scena

Una scena

Si ispira alla tragedia shakespeariana l’ultimo lavoro di Laura Angiulli, P_Ossessione Otello, in scena dal 20 al 29 novembre al teatro Galleria Toledo di Napoli. Continuando il discorso aperto con il precedente “Il mercante di Venezia”, la regista rappresenta il dramma espresso nell’Otello, sempre attuale nei temi e nelle situazioni. “Proprio in quella Venezia, nel nuovo ordinamento politico-economico che avanza, – spiega la direttrice della sala di Montecalvario – con modificazioni anche nel corpo sociale e nel profondo dei singoli, può avvenire che il banale caso di un uomo posseduto da frustrazioni e turbamenti apparentemente poco significanti possa portare il male allo stremo, con effetti devastanti. Per l’Otello ho fatto un’analisi sofisticata sui personaggi e su una società segnata dalla sofferenza. Ho creato una rete tra di loro, evidenziando come siano tutti segnati dal male”.

Tranne Desdemona che, nonostante gli errori legati all’adolescenza, resta una figura positiva, perché non tradisce i propri sentimenti, perché resta pura. “Ho voluto mettere in evidenza anche la sua voglia di trasgressione e di novità. – continua la regista – Sposando il Moro la fanciulla vive un’avventura, realizza il desiderio di andare verso un nuovo mondo, anche se non comprende che la gelosia la condurrà alla propria fine. Nonostante il rischio che pure avverte nel legame con Otello, resta stabile fino all’ultimo nella sua devozione all’amore; perché l’amore le si è innestato nel sogno, ha dato corpo all’immaginazione per un’avventurosa prefigurazione dei giorni a venire, e a questo non vuole rinunciare”.

Interpretato da Giovanni Battaglia, Michele Danubio, Alessandra D’Elia, Stefano Jotti, Antonio Marfella, Manuela Mosè, i suoi attori, lo spettacolo ha una “scena concettuale, visiva, elegante e raffinata, con bei costumi che richiamano l’epoca con libertà”.

Un adattamento rispettoso dell’originale con c’è qualche taglio necessario, “ma l’opera c’è tutta, – precisa l’Angiulli – perché non intendevo minimamente modificare il linguaggio. E’ necessario accorciare i tempi per un teatro d’innovazione come il nostro. Tanti i giovani, gli studenti, universitari che scelgono la nostra programmazione”.

I temi sono tanti e attuali. “E’ evidente anche l’esclusione, per esempio. Otello mostra la sua fragilità quando dice “forse succede perché sono nero”. Osservando bene, c’è pure il femminicidio. Oltre alla tragica vicenda della giovane Desdemona, Emilia denuncia la violenza coniugale alla quale non si ribella”.

Un testo che mostra una forte contemporaneità. “Iago è molto somigliante a certi personaggi di oggi, con quel suo costruire menzogne, inventare, incalzare. Lo stesso Cassio, affascinante e brillante, si dimostra viscido e privo di coraggio sottraendosi al confronto col Moro”.

Lo spettacolo è dedicato all’artista Oreste Zevola, a sette anni dalla scomparsa. “Insostituibile straordinario artista e compagno di giorni belli, – conclude l’Angiulli – la cui presenza è viva nel nostro lavoro e nel nostro ricordo”.

 

 

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