Una vita soffocata

Un momento dello spettacolo

Acting out, letteralmente “buttare fuori”, è un termine con cui la moderna psicanalisi definisce azioni spesso impulsive, che, improvvisamente, travolgono l’abituale vissuto di un soggetto. A questo concetto si ispira Arnolfo Petri per l’ultimo lavoro. Acting out, appunto, è in scena al teatro Elicantropo di Napoli fino a domenica 29 aprile.

E’ la storia di Massimo e Milena, fratello e sorella, facce contrapposte di una “vita soffocata” tra le scialbe sicurezze di un monotono nucleo familiare. Su di loro una madre chiusa in un silenzio ossessivo, dopo la morte violenta del marito, e un unico amore, Andrea, oggetto del contendere violento tra di loro. Lo sfondo è una vecchia casa destinata all’abbattimento, ai margini di un quartiere trasformato in discarica abusiva a cielo aperto. Due rabbie inghiottite e mai vissute e, proprio per questo, sorde, silenti ma, non per questo, meno rabbiose. La maternità negata di Milena, ritenuta incapace di intendere e volere da suo fratello, quindi privata del suo bambino, e l’amore negato da sua madre per Massimo, da lei rifiutato perché omosessuale.

In scena con Arnolfo Petri (che cura anche la regia), Diego Sommaripa, Anita Laudando e Lucia Stefanelli Cervelli.

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