Visioni dai lager

E’ un viaggio nella memoria lo spettacolo tratto da Il racconto di maggio di Maricla Boggio, che Fortunato Calvino metterà in scena il 15 maggio all’Accademia di Belle Arti di Napoli (ore 11, 30, Sala Teatro Antonio Niccolini), nell’ambito della rassegna il Maggio delle Belle Arti.

Un omaggio a Primo Levi con i giovani Luisa Corcione, Ivan Improta, Antonella Mauro, Rossella Sicignano e Dario Capasso, Teresa Espinosa De Manero, Alessandro Guarini, Amelia Pennacchia, Nunzia Serritella, Manuela Tarantino, David Natale. Un testo, rielaborato e diretto da Calvino, composto di quadri scomponibili, che uniti drammaturgicamnte, rappresentano il viaggio di un gruppo di ex deportati al campo di sterminio in cui erano stati prigionieri durante il periodo nazista.

I sopravvissuti accompagnano un gruppo di giovani, trovando rinnovata forza per raccontare la loro terribile esperienza offrendola loro perché non si lascino catturare da analoghe e nuove ideologie di morte. “La dimensione del ricordo sviluppato da uomini e donne nel rivedere i luoghi della deportazione consente allo spettatore di formulare un giudizio critico, pur coinvolgendolo nell’emozione di vicende che riemergono dal passato, con la minaccia di potersi ripresentare se la sete del potere e la violenza che la accompagna tornassero a prevalere. – spiega l’autrice – Ricordi atroci e momenti d’intensa pietas riemergono dopo anni di silenzio, in cui pareva a tutti di aver dimenticato quel periodo disumano: parenti ed amici hanno voluto evitare (per compassione?, per egoismo nel non voler sapere?)  di conoscere davvero quanto avessero patito i loro cari”.

La rappresentazione assume una forza visiva di drammatico impatto attraverso le visioni di efferate crudeltà, in cui i protagonisti rivivono la loro storia apparendo con i segni delle torture subìte. – spiega il regista – Nella necessità di far conoscere ai giovani di oggi la testimonianza dei sopravvissuti allo sterminio si concretizza la ragione primaria di questa rappresentazione”.

Un’avventura durata sei mesi, in cui il regista ha lavorato con gli studenti fino alla messinscena dello spettacolo. “Ciò è stato possibile grazie alla partecipazione e all’entusiasmo creativo dei giovani dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.– conclude Calvino – Un grazie particolare va al professor Angelo la Fera e a Maricla Boggio, che con la sua sensibilità ha affrontato questo viaggio nella memoria e nel dolore”.

 

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