Weekend con Ruccello

Weekend con Ruccello

Dopo “Notturno di donna con ospiti” e le “Cinque rose di Jennifer”, Enrico Maria Lamanna torna ad Annibale Ruccello, mettendo in scena l’ultimo testo della “Trilogia del quotidiano”: Weekend. Premio Idi Under 35 1983, l’autore lo scrisse per l’attrice Barbara Valmorin. Oggi ne sono protagonisti Maria Pia Calzone, Totò Onnis, Matteo Bossoletti. Lo spettacolo andrà in scena dal 30 luglio all’1 agosto 2020 al Maschio Angioino, e chiude la rassegna Scena Aperta, prima manifestazione promossa dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale dopo il blocco delle attività determinato dall’emergenza coronavirus.

Lamanna, com’è arrivato a “Weekend”?

“Amo l’opera di Annibale e le sue atmosfere. Questo testo sembra uscita dalle pagine di Patricia Highsmith, con suggestioni che rimandano al cinema thriller e horror, cari all’autore”.

La protagonista è una donna poco amata, reietta. Si riscatta?

Ida, è un’insegnante attempata, zoppa ad una gamba, che dal sud del Paese si trasferisce nella provincia romana, la cui lingua è un dialetto strano, magico, come una cabala, che dà voce ad una vicenda che via via assume i contorni di una sorta di esorcismo, che si concluderà in un profondo, doloroso delirio. In fondo Ida è solo una donna alla ricerca di un po’ di tenerezza. E’ crudele eppure dolcissima. Infine il pubblico simpatizza con lei ”.

Nel testo c’è anche la favola, la magia. Risuona il Basile del Pentamerone?

“Certo. La matrice antropologica di Annibale parte proprio da lui, ma lo riscrive a modo suo, con ancora maggiore cattiveria”.

Che ambientazione ha creato per questo giallo?

Massimiliano Nocente, autore delle scene, ha creato una pedana centrale su cui è sistemato un interno un po’ decadente come un appartamento ammobiliato, con mobili visibilmente usati. Ha un sapore di vecchio e ha dentro tanta malinconia e tanto dolore. in tutto lo spettacolo c’è aria da thriller”.

Come sempre, Ruccello ha inserito le canzoni. Quali in questo caso?

Maria Pia Calzone e Matteo Bossoletti

“C’è musica classica, Mozart e Puccini perché Ida ama l’opera, alla fine c’è la Mina di “La lunga storia d’amore” e ai ringraziamenti una chicca: il tema della messinscena del 1984 (diretta da Ruccello, alla quale partecipai anch’io), composto da Carlo De Nonno per Claudio Simonetti, autore delle musiche originali”.

Quali progetti ha in cantiere?

“La ripresa della tournée di “Diamoci del tu” con Gaia De Laurentis e Pietro Longhi e poi il debutto al Sannazaro di “I monologhi della quarantena” di autori e registi vari: con me, Renzi, Muscato, Sinigaglia, con attori di nome e non. Tra questi Gaia De Laurentis, Lucrezia Lante Della Rovere, Giammarco Tognazzi”.

Dal canto suo Maria Pia Calzone ringrazia donna Imma Savastano della prima serie di “Gomorra”, che le ha dato una grande visibilità.

Lei, oltre che con Lamanna, ha lavorato con Cristina Comencini, Lello Arena, Verdone, Rubini, Ozpetek; al cinema, a teatro, in televisione. Ha una preferenza tra i generi?

“No, lavoro con piacere sempre, sono i bei ruoli che mi interessano, perché mi danno la possibilità di esprimermi al meglio”.

Come si sente nei panni di Ida?

“La professoressa zoppa è una donna emarginata ma ha comunque un suo fascino, cerca solo tenerezza e rapporti sociali”.

Le è già capitato di recitare in un thriller?

“In effetti è solo l’atmosfera da noir non il personaggio”.

 

 

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