
Sarà in scena fino a domenica 29 gennaio al teatro Elicantropo di Napoli, Terra di mezzo, scritto (con Anna Coluccino) e diretto da Pina Di Gennaro. “E’ una riflessione sul fenomeno dell’emigrazione femminile, che abbiamo cercato, studiato su documenti e testimonianze. – spiega la regista – Ci siamo ispirate al film Nuovomondo di Emanuele Crialese, Emigrantes di Aldo Fabrizi e ad alcuni testi di Eduardo Galeano, per realizzare questo naufragio della globalizzazione”. Tre storie che s’intrecciano e che coinvolgono cinque donne: una madre e una figlia alla ricerca di un fratello lontano, due sorelle prostitute promesse a due facoltosi americani, una figura misteriosa e aristocratica che si muove da sola, la cui vicenda non è nota a nessuno.
E’ il racconto di un viaggio legato al mare, le protagoniste, infatti, s’incontrano su una nave. Sono molto diverse tra di loro, ma hanno lo stesso sogno: giungere in una terra nuova, la terra promessa, l’America, a costo di andare lontano dai propri affetti, dalle proprie radici. Un’emigrazione che non è solo quella dei territori, ma anche quella delle condizioni, “è l’esodo di chi non ha un posto nel mondo, – spiega la Di Gennaro – di chi fugge da guerre, da paesi distrutti, da salari sterminati”. Il mare rappresenta la terra di mezzo tra quel che si lascia e quel che si desidera trovare, in bilico tra la speranza e la paura, tra la partenza e l’arrivo; il luogo del cammino, del passaggio, segnato da un continuo movimento. “La realtà del transito pone l’accento sulla forza, sulla solidarietà cha nasce tra chi vive uno stato comune di disperazione, la straordinaria umanità che emerge dove c’è bisogno di sostenersi”.
La cifra registica è onirica e surreale con una scena che sceglie la miniatura, puntando soprattutto sulla percezione. Piccoli oggetti fluttuanti prendono forma a seconda di come li usano le attrici: casette che galleggiano nell’aria, la nave che va. “Crediamo nella poetica del sogno, in un messaggio di bellezza e poesia. – continua l’autrice – Questa è una storia drammatica ma trattata con leggerezza e ironia. E’ un tema legato a una vicenda universale che ci è sembrato interessante da affrontare in questo momento storico. – conclude Pina Di Gennaro – Confidiamo nel teatro come espressione artistica utile al cambiamento e alla crescita”.
Nel finale, in cui la realtà dell’arrivo a Ellis Island non è quello sperato da tutte, l’azione diventa interattiva. Come le emigranti che sbarcano su suolo sconosciuto, le attrici scendono tra il pubblico, che le accoglierà oppure no nell’agognato nuovo mondo.
In scena Elisabetta Bevilacqua, Marina Cavaliere, Serena Lauro, Alessandra Mirra, Francesca Ponzio.





