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E la passione batte tutti

Angela Matassa

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Una scena dello spettacolo

A Eduardo De Filippo piaceva l’idea che i suoi testi ispirassero altri registi e le sue commedie sono tra le più rappresentate dalle compagnie amatoriali, napoletane e non. I meccanismi perfetti, i tempi precisi, le storie in cui riconoscersi rendono la sua opera molto attraente per chi ama fare teatro. E’ così anche per la compagnia Quelli che si credono la Duse di San Benedetto del Tronto, diretta da Fiorella Troiano, che attinge con convinzione al suo repertorio.

Dopo una riuscitissima messinscena di “Natale in casa Cupiello”, il gruppo (over 60) si è esibito lunedì 30 luglio a Ripatransone (Ascoli Piceno) nell’ambito delle attività dell’Uples (Università Popolare itinerante del Tempo Libero e della Libera Età), nella rassegna “Ridere ridere ridere”, con Non ti pago. Nove interpreti per i dieci personaggi della commedia che, in due ore, rappresentano le vicende di Mario Bertolini e Ferdinando Quagliuolo intorno a un biglietto vincente della lotteria.

Volutamente farsesca e dai ritmi serrati, la commedia diverte e coinvolge grazie anche alla ‘diversità’ della lingua parlata. Un napoletano verace (Enrico Quadro) perfetto nei panni dell’antagonista, una sambenedettese doc (Maria Pia Giorgini, la vicina di casa), mentre gli altri recitano in un italiano appena sporcato dai dialetti.

Ma alla regista, FiorellaTroiano, Eduardo non basta e per divertimento e per creatività, lai va oltre: inventando o modificando i personaggi. Così lo zio Pasqualino di “Natale in casa Cupiello” si sdoppia nelle zie Pasquina e Lina, mentre qui, l’avvocato Strumillo è rappresentato dalla moglie Amalia (la giovane Gilda Luzzi), sciantosa francese, sensuale e provocante anche per don Raffaele, parroco del quartiere (un ironico, a tratti sarcastico Gabriele De Cesaris), in bilico tra tentazione e vocazione.

Dopo la prima scena, che la regista ha affidato al sogno collettivo di una vincita milionaria, ha inizio la storia. Don Ferdinando Quagliuolo (Federico Pirri), proprietario del bancolotto, accanito ma sfortunato giocatore, è invidioso del dipendente Bertolini, al contrario molto fortunato. Quando questi vince quattro milioni grazie a una quaterna dettata in sogno dal defunto padre del principale, si scatena la bufera. Ferdinando pretende il biglietto vincente per motivi ‘familiari’. Tra colpi di scena, divertenti siparietti con la domestica (una pimpante Lucia Marchetti) e liti familiari, giunge inaspettato il lieto fine: con la benedizione di don Ferdinando, Mario Bertolini sposerà la figlia Stella e rientrerà in possesso della sua vincita.

Applausi per tutti: una vivace Rita Farnetti (la moglie Concetta), un distratto Dario Medici (Aglietiello, uomo di fatica), Silvana Ricci (disperata zia Erminia) con gli altri, e risate a piene mani sulle note di “Tre numeri al lotto”, vecchio motivo degli Anni Cinquanta.

E la passione dà molti punti a tanti professionisti.

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