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Una tragedia moderna

Angela Matassa

Un momento dello spettacolo
Un momento dello spettacolo

La scena è tutta bianca, astratta, un interno borghese che consente di guardare al di là del vetro, nel giardino di famiglia, in cui un piccolo albero è in balia dei venti e delle tempeste, reali e metaforiche. Erano tutti miei figli, dramma di Arthur Miller, che precede il più celebre “Morte di un commesso viaggiatore”, diventa una tragedia nella messinscena di Giuseppe Dipasquale. Moderna e lineare, la regia punta alla catarsi finale, conta sul coro dei personaggi altri da quel protagonista, il magnate dell’industria bellica Joe Keller, affidato a uno straordinario Mariano Rigillo, per raccontare una vicenda che colpisce ancora, che cela nel testo (tradotto da Masolino D’Amico) temi di grande attualità: affari, interessi personali, cinismo, ipocrisia.

Pur se camuffati da una falsa serenità e dal biancore degli arredi, questi sentimenti emergono a poco a poco dalle battute e dagli atteggiamenti. A cominciare dalla madre Kate (una tragica Anna Teresa Rossini) che finge una serenità intrisa di attesa per il ritorno di quel figlio partito per la guerra e mai più tornato; all’altro figlio Chris (Ruben Rigillo, decisamente all’altezza del cognome che porta), alla fidanzata Annie (Silvia Siravo, precisa nella parte). La tragedia è consumata, la verità emerge a poco a poco ed esplode quando, nella falsa serenità domestica, arriva il socio tradito dell’imprenditore, finalmente scarcerato per una colpa mai commessa. E’ l’assassino anche del proprio figlio, oltre che degli altri soldati morti per un meccanismo difettoso degli aerei, Joe Keller? Il dubbio che ha serpeggiato per l’intera rappresentazione, emerge.

Larry non tornerà mai più. Con questo figlio, il ricco industriale perde anche l’altro che gli rinfaccia il proprio disprezzo in un intenso confronto e andrà via da casa. La moglie lo affronta dolorosamente e finalmente accetta la verità. In giardino il piccolo fusto si spezza, abbattuto dai colpi del temporale.

Al teatro Mercadante fino al 21 aprile. Da non perdere.

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