A Galleria Toledo “I cioccolatini di Olga”

Maresa Galli

In prima nazionale, a Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione ai Quartieri Spagnoli, dal 23 al 26 maggio 2024 è andato in scena “I cioccolatini di Olga”, liberamente tratto da “L’orgia di Praga” (The Prague Orgy) di Philip Roth.

Firma drammaturgia e regia Laura Angiulli. Interpreti Alessandra d’Elia e Antonio Marfella. La scena è a cura di Rosario Squillace, il disegno luci di Cesare Accetta.

L’IDEAZIONE

Gli attori e la regista Laura Angiulli (ph. Maresa Galli)

L’idea dell’autrice/regista replica il successo della trasposizione teatrale che Angiulli fece del romanzo “Le braci” di Sandor Marai.

Molti ricorderanno anche il film-documentario di Laura Angiulli “Verso Est”, che denuncia gli orrori della guerra in Bosnia.

L’autrice guarda nuovamente ad una fetta d’Europa attraversata da politiche e conflitti che azzerano l’umanità. Un passato ancora drammaticamente presente. “L’orgia di Praga”, che riproduce le pagine dei taccuini sui quali il personaggio semi-autobiografico dello scrittore americano Nathan Zuckerman annota il suo soggiorno fra gli artisti proscritti, conclude l’ideale trilogia composta da “Lo scrittore fantasma”, “Zuckerman scatenato” e “La lezione di anatomia”.

LA TRAMA 

Spinto dall’invito di uno scrittore cecoslovacco in esilio negli USA, Zdeněk Sisovský, Zuckerman negli anni ’70 si reca a Praga, sotto l’occupazione sovietica e dove si vive ancora la repressione della Primavera di Praga. Cerca il manoscritto di racconti di uno sconosciuto scrittore yiddish di grande talento ucciso dai nazisti. Verrà in contatto con artisti disperati, oppressi. Incontra anche una donna affascinante, sensuale, Olga Sisovská, moglie abbandonata da Sisovský, che cerca di colmare il vuoto dell’abbandono del marito e della sua difficile vita offrendosi ad altri uomini.

Chiederà anche a Zuckerman di sposarla e di portarla con sé in America.

LA REGIA

“L’orgia di Praga, apparentemente un’operina, pulsa del desiderio d’appartenenza e condivisione” – spiega Laura Angiulli – C’è il riconoscimento di una distanza avvertita e sofferta dal soggetto scrivente, per caso portato dagli eventi in quella terra della sua antica origine, al tempo ancora oppressa dalla violenza della dominazione sovietica.

Le figure, faticosamente, stentatamente si aggirano sulla scena dell’opera, quasi fantasmi nella nebbia offuscante di un diritto di sopravvivenza tanto reclamato quanto negato, e pure si stagliano per la nettezza della rappresentazione, e si fanno elementi di configurazione di un più ampio spaccato umano che può facilmente essere assunto a segno di una mortificante conduzione di vita, quasi negazione della vita stessa”.

GLI ATTORI

Intensa interpretazione di Alessandra d’Elia e Antonio Marfella nel non facile lavoro di rendere le pagine di un libro materia teatrale viva e pulsante, in una scenografia minimale che esalta la parola.

Il lavoro è perfettamente riuscito nella regia, che restituisce la forza della scrittura di Roth che esplora, con umorismo, con profondità, la crisi esistenziale di chi porta dentro le proprie radici. Profughi, immigrati, sradicati, indesiderati…sono loro le storie che urlano prepotenti alla nostra coscienza addormentata.

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