Addio al leader dei Procol Harum

Maresa Galli

È con dolore profondo che dobbiamo annunciare la morte, avvenuta il 19 febbraio, di Gary Brooker…, luce luminosamente brillante, insostituibile”, comunicano i vecchi amici e componenti di una dei quintetti più influenti nella storia del rock, profeti del suono orchestrale, maestri del genere: i Procol Harum. Artefici della scena prog rock inglese, in piena psichedelia, dopo l’esperienza con i Paramounts, ottima band di R&B, Gary Brooker unisce il proprio talento con quello del paroliere Keith Reid, inventando nuove soluzioni compositive capaci di fondere, veri pionieri, le strutture del rock con le armonie della musica classica.

Il loro primo singolo, “A Whiter Shade of Pale”, del maggio 1967, è tra i più rappresentativi della cosiddetta Summer of Love, che vide centinaia di migliaia di giovani radunati a San Francisco sognando di cambiare il mondo con manifestazioni pacifiche, con la cultura e con l’amore. “A Whiter Shade Of Pale”, tra barocco e poesia surreale, che fa propria la Suite No.3 di Bach, svetta al primo posto nelle classifiche inglesi e dopo quell’estate conosce un’altra lunga fase di successi, diventando la colonna sonora di moltissimi film, da Il grande freddo a I Love Radio Rock, con tante celebri interpretazioni, come quella di Annie Lennox e di cover, come quella, in Italia, dei Dik Dik-Mogol, “Senza luce”, un grande successo. Dopo poco pubblica un altro brano pietra miliare del rock, “Homburg”. Anche questo brano viene inciso in italiano, dai Camaleonti, e diviene “L’ora dell’amore”, con testo di Daniele Pace, un altro grande successo del 1968. Band amata anche in Italia, nel 1969 ottiene fama con la canzone “A Salty Dog”, contenuta nell’omonimo album, che diventa la sigla del programma RAI “Avventura”, ancora oggi nella memoria di tanti ragazzi che hanno superato gli “anta”.

Dopo lo scioglimento del gruppo, nel 1977, Brooker si dedica alla carriera solista, incidendo dischi in proprio, e come membro dal vivo della band di Eric Clapton, partecipando anche ad altri progetti che lo vedono nelle vesti di cantante degli Alan Parsons Project (“Limelight”). Nel 1991 Brooker torna a suonare con i Procol Harum, ricostituitisi quell’anno e ancora attivi. Il sound Procol Harum si basa su pulizia di espressione, inventiva, maestosità degli arrangiamenti, arie sinfoniche e il binomio vincente pianoforte & organo che ne fanno una delle maggiori band della storia del rock inglese e mondiale, pionieri e inimitabili maestri.

 

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