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Addio alla leggenda del blues

Maresa Galli

SE NE VA B.B. KING, LA SESTA CHITARRA PIÙ FAMOSA DEL MONDO

B.B. King
B.B. King (foto di Gilda Valenza)

A 89 anni si è fermato il cuore di B.B. King, il leggendario musicista che ora riposa nel BB King Museum and Delta Interpretative Center che diverrà meta di pellegrinaggi come Graceland per Elvis, come Pére-Lachaise per Jim Morrison.

Si è spento nel sonno, durante la notte fra il 14 e il 15 maggio nella sua casa di Las Vegas per le conseguenze del diabete del quale soffriva da anni. Il re del blues ha avuto un funerale di una settimana per poi tornare al suo Delta del Mississippi, il “grande fiume” che lo ha visto nascere povero come tanti figli della sua generazione e lavorare nei campi di cotone.

B. B. King, nome d’arte di Riley B. King (Itta Bena, 16 settembre 1925 – Las Vegas, 14 maggio 2015), tanti amori e ben quindici figli, con la mitica “Lucille”, la sua chitarra Gibson ES-355 custom, è diventato un’icona del blues dagli anni Cinquanta.

Vincitore di ben quattordici Grammy è annoverato come sesto chitarrista più bravo di tutti i tempi (Rolling Stone). Dopo aver scoperto la sua vena di musicista si trasferisce ad Indianola e poi a Memphis per migliorare la propria tecnica chitarristica. S’inventa disc-jockey per poter trasmettere la sua musica dal vivo a radio WDIA di Memphis, stazione che cominciava a trasmettere solo musica nera. King si fa chiamare The Pepticon Boy, trasformato in The Blues Boy from Beale Street o The Beale Street Blues Boy, nome accorciato in Blues Boy e poi B.B.

Nel ‘49 King incide con la RPM Records di Los Angeles, prodotto da Sam Phillips che in seguito creerà la storica Sun Records. Negli anni Cinquanta B B è uno dei principali artisti dell’R&B capace di sfornare tutti successi: You Know I Love You, Woke Up This Morning, Please Love Me, When My Heart Beats Like a Hammer, Whole Lotta’ Love, You Upset Me Baby, Every Day I Have the Blues, Sneakin’ Around, Ten Long Years, Bad Luck, Sweet Little Angel, On My Word of Honor, Please Accept My Love. Nel ‘64 King al Regal Theater di Chicago registra “Live at the Regal”, album consegnato alla leggenda. Non si contano tutte le volte che è apparso, dagli anni ’50 agli ’80, nelle classifiche R&B di Billboard, fino all’ennesimo Grammy Award for Best Traditional Blues Album con My Guitar Sings the Blues nell’ ’86. Da allora è sempre meno in sala di registrazione e sempre più in concerto e in tv con partecipazioni a popolari show come “I Robinson” e nel film per il cinema “Blues Brothers” (2000). Dall’ ‘88 si fa apprezzare anche dai giovanissimi suonando “When Love Comes to Town” assieme agli U2. Nel 2000 un’altra storica incisione, “Riding with the King”, in coppia con un altro mitico chitarrista, Eric Clapton. Oltre a “Slowhand” ha suonato con numerosi e famosi colleghi: Buddy Guy, David Gilmour, Muddy Waters, Paul Butterfield, Luciano Pavarotti, Richie Sambora, Phil Collins, Billy Ocean, Stevie Ray Vaughan, Etta James, Gladys Knight, Chaka Khan, James Brown, Jerry Lee Lewis, Little Richard, Ray Charles, Albert King, Gary Moore, Diane Shuur, Slash, John Mayer, Jeff Beck, Gloria Estefan, Roger Daltrey, Bobby Bland, Zucchero, Tracy Chapman, Sheryl Crow, Billy Preston, Elton John, Mark Knopfler, Van Morrison, Billy Gibbons, Willie Nelson, Brad Paisley e Aretha Franklin. Molti ricordano la sua partecipazione al Pistoia Blues nel ’90 con Jeff Healey ed Edoardo Bennato. Nel 2004 riceve la laurea ad honorem presso la University of Mississippi. Nel 2005, in occasione del suo ottantesimo compleanno, pubblica un album che si avvale della partecipazione di tante star: Eric Clapton, Van Morrison, Billy Gibbons, Sheryl Crow, Darryl Hall & John Oates, John Mayer, Mark Knopfler, Glenn Frey, Gloria Estefan, Roger Daltrey, Bobby Bland ed Elton John. Virtuoso della chitarra blues è stato un innovatore che ha sviluppato la tecnica del vibrato, l’”hummingbird” (colibrì), dal movimento della mano sulla tastiera. Il suo sound è pieno e caldo, avvolgente, per riempire di passione l’r&b con svisate nel funky. Ha donato la sua enorme collezione blues all’Ole Miss Center for Southern Studies. Medaglia Presidenziale della Libertà 2006, B B King ha avuto molto onore nei suoi cinquant’anni di illustre carriera nei quali ha influenzato generazioni di musicisti di talento a venire.

L’amico Clapton ha ringraziato il Blues Boy “per l’ispirazione, per l’incoraggiamento e per il supporto che mi ha dato negli anni. E per l’amicizia di cui abbiamo goduto. Non sono molti – ha affermato l’autore di “Cocaine” – quelli che suonano nel modo limpido in cui lo faceva lui e lo ringrazio dal profondo del mio cuore”. Esorta soprattutto i giovani ad ascoltare l’album “B.B. King live at the Regal”, il migliore live del musicista. Di sicuro, quando si parla di blues ci si inchina al maestro del Delta del Mississippi che con la sua chitarra e il suo stile unico ha cambiato per sempre la storia della musica.

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