Amadeus: concerto di Axelrod

Maresa Galli

Una scena (foto di Francesco Squeglia)
Una scena (foto di Francesco Squeglia)

Proseguono gli appuntamenti con il San Carlo Opera Festival in programma fino al 3 ottobre 2015. Dopo le celeberrime opere liriche di Giacomo Puccini, “Tosca” e la “Bohème”, “Amadeus” (28 e 29 luglio) tocca a “Giselle”, il balletto classico per eccellenza emozionare il pubblico. Gran finale a settembre con il “Don Pasquale”, opera buffa in tre atti di Gaetano Donizetti per la regia di Roberto De Simone.

Amadeus” di Peter Shaffer, nella versione concerto di John Axelrod, ha ottimi protagonisti: Luca Barbareschi che interpreta Antonio Salieri, ruolo che l’attore ha già ricoperto brillantemente nella versione in prosa firmata da Roman Polanski, Francesco Bonomo nei panni di Mozart e Dajana Roncione in quelli di Costanza. Sul podio, a dirigere Orchestra e Coro del San Carlo su musiche dello stesso Mozart, John Axelrod anche al pianoforte. Maestro del Coro Marco Faelli. Voci soliste Marie, Pierre Roy (soprano), Eva Vogel (mezzosoprano), Alexander Kaimbacher (tenore) e Thomas Tatzl (basso). “Amadeus – il concerto” è un lavoro che fonde teatro e musica presentando un nuovo format ibrido. Lo spettacolo è la trasposizione in musica sinfonica dell’omonimo film dell’ ‘84 che, grazie alla regia di Milos Forman, ha vinto i più prestigiosi premi. Peter Shaffer si è ispirato all’atto unico “Mozart e Salieri”, scritto nel 1830 da Aleksandr Sergeevič Puškin. “Ciò che rende Amadeus così efficace non è la caratterizzazione delle figure storiche – spiega Axelrod – non la mera riproposizione della musica di Mozart, ma il fatto che dimostri come la musica sia più grande di ognuno di noi, al punto da consentire a un uomo (per quanto ribelle e apparentemente normale) di ricreare la vera voce di Dio. Questo lavoro che ho adattato per una live performance su palcoscenico con orchestra, coro, attori e solisti, è un dramma totale, un’opera d’arte di teatro e musica, di sinfonica e lirica insieme, che sfida la tradizionale nozione di concerto. La storia segue la musica, come la musica segue il testo”.

Mi sembrava interessante rifare “Amadeus” dopo tanto tempo e con l’esperienza di teatro accumulata in questi anni – afferma Barbareschi – mettere in scena questo spettacolo è stata un’impresa colossale, uno dei maggiori successi degli ultimi anni in cui ho avuto il privilegio di essere diretto da uno dei più grandi registi del mondo, Roman Polanski e di avere i costumi del Premio Oscar Milena Canonero. Sono felice ed emozionato di partecipare nuovamente a questa avventura in una cornice straordinaria come quella del Teatro San Carlo di Napoli. Questo Amadeus sarà sicuramente diverso nella concezione scenica rispetto al “mio”, ma è sempre una storia di invidia e gelosia, ed è questo che mi è piaciuto subito quando ho letto Shaffer: il racconto di sentimenti universali, senza tempo”. Riguardo Salieri il celebre attore ne parla con rispetto ricordando che era il potente kappelmeister costretto a fare i conti con il genio di Mozart. Un’ottima prova di attori e di cantanti con le sublimi note di Mozart fino all’incompiuta Messa di Requiem strappano lunghi applausi al pubblico.

Peccato solo la lettura del copione da parte di Barbareschi, brillante nell’interpretazione di Salieri anziano che fa i conti con la propria ambizione e che sfida Dio, e di Salieri maturo al fianco di Mozart, rivale odiato/invidiato eppure ammirato. Croce e delizia di un artista che sarebbe stato forse il più grande se Wolfgang Amadeus non fosse mai nato…

 

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