Aria… musicale

Angela Matassa

Un momento dello spettacolo

S’inaugura con Aria di Napoli, neapolitan music show in scena dal 7 al 9 dicembre, la stagione del teatro Politeama di Napoli. Una scommessa per i patron Caccavale. “I teatri vanno tenuti aperti – dice Alba, con la passione che la caratterizza – Non vogliamo supermercati al posto dell’arte”. Aria di Napoli è “un percorso dedicato a uno dei patrimoni storici, artistici e culturali più straordinari e famosi del mondo”, spiega il regista Massimo Abbate.

Con questo testo Francesco Caccavale e  Libero Abate raccontano l’antica storia della nostra città attraverso i testi delle canzoni, i miti, le leggende. “Le interpretazioni sono realistiche – continua – nonostante il virtual contest di una struttura scenica fatta di proiezioni e forme scarnificate, fatte risaltare da effetti di luce e audio”. Dalla leggenda della sirena Parthenope, che ha dato nome alla città, a quella di San Gennaro, il venerato patrono, il pubblico assiste “come affacciato a una finestra” all’avvicendarsi di eventi e miracoli.

Sul palcoscenico la numerosa compagnia di giovani interpreti e ballerini. Le rielaborazioni musicali sono di Rino Alfieri, le coreografie di Giuseppe Carruggio, i costumi di Vincenzo Panzanella, le scene di Massimiliano Pinto. Lo spettacolo rientra anche nel cartellone del teatro per le scuole, curato da Stefania Cuomo. Seguono: i classici “Odissea” e “Sogno di una notte di mezza estate”, la favola “Il Mago di Oz”.

Per la programmazione serale, si continua con uno spettacolo ormai collaudato: Ditegli sempre di sì di Eduardo De Filippo, per la regia di Maurizio Panici, in scena nel periodo natalizio.  “Il Politeama si riaccende con la luce del Maestro”, dice Gigi Savoia, protagonista con Maria Basile, Massimo Masiello, Renato De Rienzo e la partecipazione di Antonio Casagrande.

Il teatro di Monte di Dio accoglie anche l’iniziativa musicale curata da Carlo Morelli che con la sua Sunshine band il 4 gennaio porta sul palcoscenico jazz e soul, classica e blues, villanelle e acid jazz legate da un unico filo conduttore. Quello stesso che rappresenta Napoli senza soluzione di continuità dal Duecento a oggi. Anche qui sono protagonisti i giovani, ragazzi e ragazze “di spiccata personalità – dichiara il musicista – voci diverse l’una dall’altra, unite da un unico scopo: diffondere buonumore, energia e positività”.

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