Auguri, San Carlo

Redazione

Il lirico partenopeo (foto Francesco Squeglia)
Il lirico partenopeo
(foto Francesco Squeglia)

Evento d’eccezione martedì 4 novembre: il Lirico più antico d’Europa compie gli anni. Per festeggiare il 277esimo compleanno e contemporaneamente il giorno onomastico del Massimo napoletano, è in programma una serata speciale che inizia alle ore 20.30. Il Quartetto d’Archi del Teatro di San Carlo, (formato dalle prime parti Cecilia Laca, Luigi Buonomo, Antonio Bossone, Luca Signorini) celebrerà il Lirico di Napoli eseguendo Langsamer Satz per Quartetto d’archi di Anton Webern, il Quintetto per archi e pianoforte di Franco Alfano (con Orazio Maione al pianoforte) e il Quartetto per archi n.1 in mi minore di Bedřich Smetana.

Primo brano in programma, il Langsamer Satz (Movimento lento) fu composto dal poco più che ventenne Anton Webern nel 1905 e segna il momento di trapasso dalle forme musicali tradizionali romantiche dell’Ottocento alle nuove strutture che saranno alla base della musica del Novecento.

A seguire una rara esecuzione Il Quintetto per archi e pianoforte di Franco Alfano che, oltre al quartetto d’archi del San Carlo, vedrà impegnato al pianoforte Orazio Maione, musicista napoletano figlio d’arte e docente di pianoforte. In chiusura, il Quartetto per archi n.1 in mi minore di Smetana, composizione del 1876 in cui l’autore intraprende un viaggio a ritroso nella propria esistenza: di qui il titolo “Dalla mia vita” e il susseguirsi di atmosfere differenti: dai giorni gioiosi e felici della giovinezza al sentimento di dolore degli anni della malattia.

Biglietti da 12 a 60 euro

 

Il concerto è anche una felice occasione per celebrare, accanto all’anniversario del Teatro, l’istituzione, nell’ambito del patrimonio documentale di MeMus Museo e Archivio storico del Teatro di San Carlo, del Fondo Alfano – Maione: una serie di foto, documenti, partiture e carteggi che testimoniano il felice rapporto tra il celebre compositore napoletano Franco Alfano scomparso nel ’54 e Rino Maione, musicologo e direttore d’orchestra sannita. Il Fondo nasce proprio grazie ad una donazione degli eredi di Rino Maione: i figli Orazio e Renata.

“La conoscenza tra Rino Maione e Franco Alfano – racconta quest’ultima – risale agli inizi degli anni ’50 dello scorso secolo, quando il primo, giovane direttore d’orchestra fu chiamato a dirigere l’orchestra sinfonica di Sanremo, cittadina dove viveva l’allora settantenne compositore partenopeo. Dall’inevitabile incontro scaturì un rapporto di affettuosa protezione da parte del Maestro Alfano e di reverente ammirazione da parte del giovane Maione. Riteniamo giusto che quanto resta a memoria di questo rapporto – continua la Maione – e le partiture in nostro possesso di entrambi i compositori trovino la più adeguata collocazione nell’Archivio Storico del Teatro di San Carlo che più volte ha visto nostro padre sul podio e che accolse la prima rappresentazione de L’ultimo Lord di Franco Alfano. Un gesto simbolico che in nome e per amore dell’arte rende omaggio a questa città che un tempo fu culla della musica e che ha donato all’umanità nomi illustri. Con la donazione del Fondo Alfano-Maione abbiamo voluto celebrare una bella amicizia dandole modo di continuare al di là del tempo umano, nel seno materno della amata Napoli”.

 

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