Al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli (dal 19 al 28 marzo) è in scena Brutto di Marius Von Mayenburg, opera surreale, che stimola una riflessione sulla bellezza estetica nella società contemporanea e sulle conseguenze del tentativo di diventare belli a tutti i costi.
La messinscena, affidata alla regia di Carlo Cerciello, vede protagonisti Roberto Azzurro, Paolo Coletta, Monica Nappo, Alfonso Postiglione. Le scene sono a cura di Roberto Crea, i costumi di Daniela Ciancio, il disegno luci di Cesare Accetta, musiche di Paolo Coletta.
Oggi l’estetica dell’immagine è il segno distintivo della nostra identità, per cui l’essere brutti, secondo i canoni correnti, non piace più a nessuno. Apparire belli a tutti i costi è il pass par tout per il successo garantito. Brutto mette in luce tutto questo, sfida attori e pubblico sul piano dell’apparenza.
Infatti, con un meccanismo volutamente provocatorio, gli attori mantengono il loro volto nudo, incuranti del cambio di personaggio, indifferenti ai cambiamenti che i personaggi subiscono come conseguenza delle operazioni di chirurgia estetica, cui si sottopongono per cambiare identità.
In Brutto l’incubo diventa realtà, l’apparenza la vera identità e assistiamo, impotenti e complici, alla cancellazione delle differenze, alla clonazione delle identità.





